Elliott CdA Toshiba
Il numero uno del fondo Elliott, Paul Singer (Photo by Thos Robinson/Getty Images for New York Times)

Sono giorni caldi in casa Milan. Non soltanto dal punto di vista sportivo, con i rossoneri impegnati ancora sul fronte campionato dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano dell’Inter. La squadra guidata da Stefano Pioli si concentrerà sulla lotta Scudetto che si deciderà nelle prossime cinque giornate e che vede sempre le milanesi come candidate principali al titolo.

Sul fronte degli affari, è di questi giorni la notizia di una trattativa esclusiva tra Investcorp, fondo con sede il Bahrein assistito da Goldman Sachs, e il fondo Elliott – con Bank of America Merrill Lynch come advisor – per discutere di un passaggio di proprietà del Milan. Colloqui che sono in corso sulla base di una valutazione di 1,1 miliardi di dollari (1 miliardo di euro circa), cifra confermata dall’ambasciata del Bahrein nel Regno Unito, che nella giornata di ieri ha “ufficializzato” la trattativa tramite i suoi canali social.

Resta ancora da capire se l’operazione possa andare in porto, considerando oltretutto che il club rossonero avrebbe attirato l’interesse anche da parte di altri potenziali investitori. Non solo, secondo quanto Calcio e Finanza ha potuto ricostruire, non sarebbe da scartare a priori neanche l’ipotesi che Elliott restasse all’interno del Milan con una quota di minoranza.

Il condizionale è d’obbligo, ma ci sono diversi elementi a supporto di questa ipotesi. In primis, il fatto che ad attrarre Investcorp sia stato proprio il modello di gestione della società portato avanti dalla proprietà americana in questi anni. Proprietà che è riuscita ad affiancare un progressivo risanamento dei conti a risultati sportivi, con il ritorno del Milan in Champions League e una rinnovata capacità di lottare per il titolo in Serie A.

Proprio nell’ottica di questa continuità, la permanenza di Elliott – anche qualora ciò avvenisse solamente in una fase transitoria – non è totalmente da escludere. Del resto, proprio il management attuale (da Gazidis ai dirigenti sportivi) è in gran parte artefice, insieme a giocatori, allenatore e staff, dei risultati ottenuti dentro e fuori dal campo, e proseguire in questa direzione con le stesse figure consentirebbe di non dare un taglio netto e di non interrompere il percorso.

D’altra parte, va anche lasciato spazio alla possibilità che una nuova società possa decidere di introdurre nel management uomini di propria fiducia. Un’ipotesi sicuramente più concreta – in questo caso – qualora Investcorp rilevasse il 100% del club rossonero ed Elliott decidesse di uscire definitivamente di scena.

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