Multiproprietà, il 27 aprile il ricorso di De Laurentiis

Il Napoli in lotta per lo Scudetto in Serie A, il Bari promosso in Serie B con tre giornate d’anticipo. Un aprile da sogno per la famiglia De Laurentiis: da…

De Laurentiis indagine Procura

Il Napoli in lotta per lo Scudetto in Serie A, il Bari promosso in Serie B con tre giornate d’anticipo. Un aprile da sogno per la famiglia De Laurentiis: da una parte la speranza di fare l’impresa vincendo il campionato di A, dall’altra, invece, l’obiettivo di tornare nel massimo campionato italiano il più velocemente possibile.

Tuttavia in questa scena c’è un’ombra, un fantasma: la multiproprietà, come spiegato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. Entro il 30 giugno 2024 uno dei club gestito dalla FilmAuro (holding della famiglia De Laurentiis) in virtù della loro appartenenza al calcio professionistico, dovrà essere ceduto. Una norma approvata a settembre 2021, per evitare altre vicende stile Lotito-Salernitana, con la cessione sul gong a Danilo Iervolino, dopo mesi di gestione da parte di un trust.

Aurelio De Laurentiis ha organizzato una prima controffensiva sul piano giuridico. La delibera del consiglio federale è stata impugnata contestandone la costituzionalità e la legittimità, soprattutto sul punto degli effetti retroattivi.

Il 27 aprile il Tribunale federale discuterà il ricorso preparato dall’avvocato Mattia Grassani e firmato da Aurelio e Luigi De Laurentiis in proprio, Napoli, Bari e FilmAuro. Il percorso giuridico potrebbe essere lungo e non terminare esaurirsi nell’ambito sportivo: dopo i tre gradi di giudizio interni al sistema, ci sono il Tar, il Consiglio di Stato e in ultima istanza persino la Corte di giustizia dell’Unione europea in Lussemburgo.

Il sogno della famiglia De Laurentiis è quello di non doversi ritrovare a gestire la trattativa per la cessione di un club, limitati da scadenze temporali. L’eventuale piano B potrebbe essere quello di avere più tempo, magari fino al 2026.

Il rischio in pratica è che le ragioni imprenditoriali, quella di dover vendere in tempi brevi un bene comunque alimentato e valorizzato dopo il lungo periodo di incertezza seguito ai fallimenti del 2014 e del 2018, si scontrino con le aspirazioni della tifoseria e della città.