Al Khelaifi rivoluzione Champions
(Foto: Sebastien Muylaert/Getty Images)

Il presidente del Paris Saint-Germain Nasser Al-Khelaifi ha affermato che la finale di Champions League dovrebbe essere uno spettacolo più grande del Super Bowl e che deve evolversi per riuscire a raggiungere un pubblico più vasto di quello catturato finora.

Intervistato da The Athletic, il presidente del PSG e dell’ECA (European Club Association) ha detto che «non riesce a capire come il Super Bowl sia percepito più grande della finale di Champions League», nonostante il fatto che la finale di Champions League del 2021 abbia raccolto 700 milioni di spettatori e il Super Bowl del 2022 abbia avuto solo 112 milioni di spettatori.

«Il Super Bowl, e gli Stati Uniti in generale, hanno questa mentalità, creatività e divertimento. Questo è quello che ho suggerito, di organizzare una cerimonia di apertura della Champions League, di fare una partita nella serata di apertura in cui i vincitori affrontano una grande squadra, forse non è una buona idea, ma almeno sfidiamo lo status quo. Ogni partita deve essere un evento e un intrattenimento», ha aggiunto.

Al-Khelaifi è tra i fermi oppositori alla proposta di una Superlega europea. La Champions League si espanderà a 36 squadre nel 2024, e da allora i diritti televisivi e commerciali saranno condivisi con l’ECA. Secondo Al-Khelaifi, si prevede che il cambiamento aumenterà il valore commerciale del torneo del 39%, ma ha aggiunto: «Dobbiamo ancora esplorare insieme ulteriori flussi di entrate non sfruttati» e ha spiegato il desiderio di esplorare nuove piattaforme digitali.

«Ma ovviamente, l’innovazione digitale è una delle cose che stiamo cercando. Con la UEFA stiamo anche pensando ai formati e alle esperienze degli eventi. Prendi la Champions League, di gran lunga la migliore competizione per club, ma come trasformiamo ogni partita in un evento? Il mio suggerimento è di avere un dipartimento creativo e di intrattenimento come parte della nuova joint venture tra UEFA ed ECA», ha suggerito il presidente del PSG.

«Come possiamo rendere avvincenti le partite della fase a gironi? – si è chiesto ancora il dirigente –. La differenza di fuso orario è un problema per gli Stati Uniti e l’Asia. Quindi, come possiamo lavorare su questo per i diritti internazionali che hanno un enorme potenziale? Stiamo pensando a tutti i tipi di cose: nuove sedi, nuovi mercati, nuovi formati».

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