Nella giornata di ieri i vertici arbitrali hanno discusso in trasparenza di alcuni di quelli che sono stati gli episodi che più hanno fatto discutere lungo l’arco della stagione. Dal rigore su Belotti in Torino-Inter – con l’audio di Var e direttore di gara – alla rete di Udogie (Udinese) viziata da un fallo di mano contro il Milan, sono diverse le situazioni analizzate da Gianluca Rocchi.
Certezza tecnologica e metodo per cercarla: questo deve fare chi è chiamato ad intervenire, o a lasciar correre, davanti alla tv. «Se l’arbitro, da Var, si porta dietro l’atteggiamento che ha in campo, sbaglia», dice Rocchi a proposito degli arbitri. E proprio questa situazione porterà dei cambiamenti nelle direzioni di gara nel prossimo futuro.
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«Proprio per questo nascerà una squadra di soli “varisti”…», ha detto Rocchi. Saranno in 10 destinati solo al monitor. L’Italia è pronta ad un nuovo salto avanti sul tema: saremo i primi a formare una squadra di specializzati Var. A luglio, via al corso che per la prossima stagione dovrà mettere a disposizione del designatore almeno dieci figure da utilizzare solamente al Var.
«Potranno essere trovati tra chi ha smesso o anche tra i più giovani che dimostrano di possedere le caratteristiche giuste», dice Rocchi. «Vogliamo formare arbitri sul modello europeo. E per media falli fischiati, ammonizioni e rigori concessi siamo in perfetta linea con la Champions League», sottolinea il designatore.
Al Var si sbaglia anche perché, è capitato, non arrivano le immagini giuste, ma con la Var gli errori sono dello 0,84 per cento, senza salgono al 6%. Infine, sempre da Coverciano, un altro importante flash: la lotta alla violenza sui campi minori. «Abbiamo istituito un tavolo federale sul tema: ora o mai più», la voce del presidente dell’AIA Trentalange.