Non tutte le aziende stanno lasciando la Russia. Dopo le polemiche degli ultimi giorni, Renault ha deciso di chiudere le attività a Mosca, ma c’è anche chi rimane come Stellantis che, nonostante abbia interrotto esportazioni e importazioni di Jeep, Peugeot e Fiat dalla Russia, continua a produrre nel Paese euroasiatico, così come diverse altre società. Renault ha infatti annunciato mercoledì sera la decisione di sospendere immediatamente le attività della sua fabbrica di Mosca e di valutare “le possibili opzioni riguardanti la sua partecipazione” nella sua grande filiale russa, AvtoVAZ.
Il gruppo francese (per il 15,1 per cento di proprietà dello stato francese) è stato preso di mira pubblicamente dal presidente ucraino Zelensky per le sue attività in Russia che rappresenta il secondo mercato mondiale del gruppo Renault dopo l’Europa, con quasi 500.000 veicoli venduti nel 2021. AvtoVAZ,di cui detiene il 69% del capitale dalla fine del 2016, produce in particolare le due auto più vendute in Russia, Lada Vesta e Granta, con una quota di mercato complessiva del 28,8%.
«Risolveremo la situazione – ha spiegato l’ad di Renault, l’italiano Luca De Meo – difendendo non solo i 45 mila impiegati presenti sul territorio ma l’occupazione totale del nostro gruppo». Il Gruppo Renault si è visto così costretto a rivedere le sue prospettive finanziarie con un margine operativo del Gruppo dell’ordine del 3% (contro ≥ 4% in precedenza) e un free cash-flow operativo del Ramo Auto positivo (contro ≥ 1 miliardo di euro in precedenza).
Per quanto riguarda Stellantis (di cui Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, è azionista di maggioranza e in cui lo stato francese possiede una quota intorno al 6%), va detto che le sue attività in Russia non sono particolarmente significative, come spiegato dal Sole 24 Ore: in particolare l’impianto di Kaluga sta producendo a ritmi ridotti e potrebbe essere costretto a interrompere comunque l’attività a causa di problemi logistici e di approvvigionamento. L’impianto, a 150 chilometri a sudovest di Mosca, produce a regime circa 11mila veicoli commerciali l’anno per il mercato interno, generando profitti per 20-30 milioni di euro, un ammontare irrilevante sull’utile netto del gruppo, che ha superato nel 2021 i 14 miliardi di euro.