Russia sanzioni SWIFT
(Foto: Matthew Stockman/Getty Images)

Un’ora e mezzo di gelo: Emmanuel Macron continua a mantenere aperto il dialogo con Vladimir Putin ma il dialogo è a zero. Un evidente pessimismo trapela dopo i 90 minuti di telefonata di oggi, seguiti da una chiamata di Macron a Volodymyr Zelensky: «Il peggio deve ancora venire», ha detto Macron citato da fonti dell’Eliseo dopo la terza telefonata con Putin dopo l’invasione dell’Ucraina cominciata una settimana fa.

Il presidente russo ha manifestato una «forte determinazione» ad andare fino in fondo e a non negoziare nulla se non alle sue condizioni. A chiare lettere, il capo del Cremlino – che ha preso l’iniziativa di telefonare al presidente francese – ha dichiarato di voler «prendere il controllo dell’intero territorio» dell’Ucraina, un progetto che si sta sviluppando «secondo le previsioni» di Mosca.

Ha aggiunto la precisazione che non tornerà indietro né farà alcuna trattativa se gli ucraini non accetteranno le sue condizioni (disarmo e cosiddetta “denazificazione”), anzi l’operazione rischia di “aggravarsi”.

Macron ha replicato in modo “franco” – questo il vocabolo impiegato dall’Eliseo per definire i colloqui di questi giorni fra i due leader – spiegando a Putin che «sul governo ucraino commette un grave errore» e che le accuse di nazismo «sono soltanto storie» che il capo del Cremlino racconta per «cercare pretesti».

Un Macron molto pessimista, questo riferiscono le fonti dell’Eliseo anche se determinato a «inasprire le sanzioni» alla Russia. Simbolo di questa politica è stato oggi il sequestro da parte delle autorità francesi di un grande yacht appartenente a una società legata a un dirigente del gigante petrolifero russo Rosneft, Igor Sechin.

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