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Il logo della Roma (Andrea Staccioli/Insidefoto)

Il Consiglio di Amministrazione della A.S. Roma S.p.A. ha approvato oggi la Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 31 dicembre 2021, relativa all’andamento gestionale del primo semestre dell’esercizio 2021-22.

La perdita di gruppo al 31 dicembre 2021 è pari a 113,7 milioni di euro, rispetto alla perdita di 74,8 milioni di euro del primo semestre del precedente esercizio.

In particolare, si segnala che il precedente esercizio 2020/21 ha risentito dell’impatto delle modifiche introdotte dalla FIGC nell’ambito del contrasto degli effetti dovuti alla diffusione del Covid-19, che hanno rideterminato la durata della stagione sportiva 2019/20 in via straordinaria della durata di 14 mesi, dal 1° luglio 2019 al 31 agosto 2020, mentre la stagione sportiva 2020/21 è stata di 10 mesi, dal 1° settembre 2020 al 30 giugno 2021. Pertanto, taluni costi e ricavi legati alla disputa delle gare della stagione 2019/20 hanno trovato la propria competenza economica nell’esercizio 2020/21, e nel semestre chiuso al 31 dicembre 2020 sono inclusi ricavi per 29,6 milioni di euro e costi operativi per 9,8 milioni di euro, legati alla disputa delle ultime gare tra Serie A ed Europa League dopo il 30 giugno 2020, contabilizzati per competenza nel precedente semestre.

I ricavi da gare, pari a 18,3 milioni di euro (7,4 milioni di euro al 31 dicembre 2020), si incrementano di 10,9 milioni di euro principalmente a causa del limitato impatto, nell’esercizio corrente, delle misure restrittive di contrasto alla diffusione del virus COVID-19, che hanno comportato, nell’esercizio precedente, la disputa delle gare a porte chiuse, determinando il venir meno dei ricavi da biglietteria e abbonamenti delle gare del campionato di serie A e delle competizioni UEFA.

I ricavi derivanti dai diritti televisivi del campionato di Serie A e Coppa Italia sono pari a 32,4 milioni di euro (52,7 milioni di euro al 31 dicembre 2020) e comprensivi della quota di diritti TV riconosciuta alle squadre che partecipano alla UEFA Europa League. Si segnala che 20,8 milioni di euro al 31 dicembre 2020 sono relativi alla contabilizzazione per competenza di quella parte di proventi legati alle gare di campionato 2019-20 disputate nei mesi di luglio e agosto 2020, al netto dei quali, i proventi risultano sostanzialmente in linea rispetto al primo semestre del precedente esercizio.

La partecipazione alla UEFA Europa Conference League 2021/22 ha generato complessivamente ricavi per 11,9 milioni di euro che si confrontano con 15,3 milioni di euro, al 31 dicembre 2020, derivanti dalla partecipazione alla UEFA Europa League 2020/21 unitamente ai proventi della partecipazione agli ottavi di finale della UEFA Europa League 2019/20 disputati nel mese di agosto 2020, pari a 1,6 milioni di euro. A tale riguardo, tra i Ricavi da gare sono contabilizzati 5,8 milioni di euro per participation e performance bonus relativi alla partecipazione e ai risultati sportivi conseguiti (7,3 milioni di euro, al 31 dicembre 2020). Tra i ricavi per diritti televisivi sono contabilizzati 5 milioni di euro relativi al Market pool e al c.d. Club Coefficient riconosciuto dalla UEFA (8 milioni di euro, al 31 dicembre 2020).

I ricavi derivanti da sponsorizzazioni sono relativi ai contratti di partnership con Zytara e Hyundai Motors. La flessione rispetto al semestre del precedente esercizio è essenzialmente dovuta alla contabilizzazione nel semestre del precedente esercizio di quella parte di ricavi legati alle gare di campionato 2019-20 disputate nei mesi di luglio e agosto 2020.

I costi consolidati ante ammortamenti e svalutazioni al 31 dicembre 2021 sono pari a 132,1 milioni di euro e si confrontano con 118,4 milioni di euro, al 31 dicembre 2020, di cui 9,8 milioni di euro relativi alla contabilizzazione per competenza di quella parte di costi legati alle gare di campionato 2019-20 disputate nei mesi di luglio e agosto 2020. Si segnala altresì che i costi della stagione sportiva 2020/21 sono ripartiti sulla durata di dieci mesi, da settembre 2020 a giugno 2021.

La gestione dei diritti pluriennali alle prestazioni calciatori registra nel semestre un risultato negativo pari a 6,8 milioni di euro (ricavi netti per 17,7 milioni di euro, al 31 dicembre 2020). Il saldo si compone di plusvalenze da cessioni di diritti alle prestazioni sportive, espresse al netto delle attualizzazioni, per 0,2 milioni di euro (22,3 milioni di euro, al 31 dicembre 2020), conseguite principalmente attraverso le cessioni dei Diritti alle prestazioni sportive dei calciatori Celar e Podgoreanu e da minusvalenze/ svalutazioni da cessioni di diritti alle prestazioni sportive, pari a 1,7 milioni di euro (0 milioni di euro, al 31 dicembre 2020) derivanti da cessioni o risoluzioni contrattuali effettuate successivamente al 31 dicembre 2021 e per le quali è stata effettuata una valutazione di recuperabilità con conseguente svalutazione dei Diritti. Infine, il saldo si compone di ricavi per cessioni temporanee e altri proventi per 3,7 milioni di euro (6,2 milioni di euro, al 31 dicembre 2020), più che compensati da oneri per acquisizioni temporanee di diritti, bonus, premi di valorizzazione, addestramento tecnico e solidarietà FIFA pari a 9 milioni di euro (10,7 milioni di euro, al 31 dicembre 2020).

Gli ammortamenti delle Immobilizzazioni materiali, immateriali e dei diritti d’uso sono pari a 43,5 milioni di euro (47 milioni di euro, al 31 dicembre 2020), e sono relativi per 39,7 milioni di euro (43,6 milioni di euro al 31 dicembre 2020) ai diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori, determinati tenuto conto del costo di acquisto dei singoli diritti, di eventuali bonus corrisposti alle società di calcio e delle capitalizzazioni degli altri oneri di diretta imputazione, al netto delle relative attualizzazioni.

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