UEFA dimentica Gazprom
Il logo di Gazprom (Image credit: Depositphotos)

Spostare una sede di una finale non costa molta (se non l’irritazione più che altro formale del governo russo), ma invece toccare uno sponsor che versa sui 40 milioni nelle casse dell’UEFA può essere un sacrificio molto più grande.

Si è tenuta questa mattina la riunione straordinaria del Comitato Esecutivo, per discutere della crisi Russia-Ucraina e delle implicazioni con il mondo del calcio. Al termine dell’incontro, l’organo di governo del calcio europeo ha annunciato lo spostamento della finale di Champions League da San Pietroburgo a Parigi e la necessità di disputare in sede neutrale tutte le sfide delle competizioni UEFA originariamente programmate nei due Paesi (club e Nazionali).

Se la UEFA ha immediatamente agito sul fronte competizioni, spicca invece una “dimenticanza” sul fronte partnership. Nella nota pubblicata dall’organismo presieduto da Aleksander Ceferin non si fa alcun riferimento alla sponsorizzazione di Gazprom, l’azienda di stato con cui Mosca fornisce gas ai Paesi stranieri e – dopo il recente rinnovo – legata a tre competizioni UEFA, Champions League compresa.

Nessuna presa di distanza, nessun riferimento alla società russa, al contrario di quanto fatto – per esempio – dallo Schalke 04, club tedesco che ha deciso di rimuovere il brand “Gazprom” dalla maglia di gioco. Anche la società calcistica, che milita nella seconda divisione calcistica tedesca, era sotto pressione per quanto riguarda l’invasione russa dell’Ucraina, tanto che un dirigente ha rassegnato le proprie dimissioni nella giornata di ieri.

Calcio e Finanza aveva già sottolineato lo “scomodo” rapporto tra la UEFA e Gazprom, che nelle casse dell’organo di governo del calcio europeo – come detto in precedenza – versa circa 40 milioni di euro a stagione. Si parlava della necessità del presidente UEFA Aleksander Ceferin di fare una scelta, ma per il momento – stando almeno alle comunicazioni ufficiali – nulla si è ancora mosso.

La UEFA ha anche spiegato di mantenere il diritto di poter varare ulteriori sanzioni. Staremo a vedere, mentre la stessa UEFA intanto ha confermato che il tema sarà analizzato in una prossima riunione del Comitato Esecutivo.

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