Nel giorno in cui le holding della famiglia Agnelli formalizzano con il Fisco l’accordo per il pagamento di 949 milioni di euro (746 milioni da Exor e 203 milioni dalla Giovanni Agnelli BV, per risolvere la disputa sulla Exit Tax), il governo ufficializza una nuova iniezione di miliardi a vantaggio del settore auto, che – scrive nella sua edizione odierna Il Fatto Quotidiano – segue le richieste avanzate dall’AD di Stellantis Carlos Tavares per aiutare l’azienda.
L’ultimo infortunio fiscale della famiglia Agnelli risale a fine 2016, quando si realizza la fusione per incorporazione della vecchia Exor italiana nella sua nuova scatola olandese, ExorHolding NV. Nessun motivo fiscale, John Elkann, spiegò semplicemente che «l’85% del valore delle nostre società ha già sede in Olanda, semplicemente il contenitore segue il contenuto».
[cfDaznAlmanaccoCalcioPlayer]
La fu FIAT, infatti, aveva già spostato la sede legale nei Paesi Bassi nel 2014, quando fu realizzata la fusione per incorporazione con Chrysler che creò la vecchia FCA. In entrambi i casi, tuttavia, non fu pagata la “Exit tax” per chi sposta attività all’estero senza mantenere una stabile organizzazione in Italia. La logica è che tutto il “guadagno” della vendita alla nuova società straniera concorra a formare il reddito dell’ultimo periodo d’imposta in Italia.
Per la creazione di FCA, spiega Il Fatto, il Fisco contestò plusvalenze nascoste per oltre 5 miliardi e un mancato gettito di 1,3 miliardi: all’inizio del 2020 l’allora FCA accettò di pagare 730 milioni, con uno sconto di quasi il 50%, per chiudere la vicenda. Ora i nuovi accordi, con 746 milioni (104 di interessi) da Exor e 203 milioni (28 di interessi) dalla Giovanni Agnelli BV, 949 milioni in tutto.
Quanto sia stato l’eventuale sconto stavolta non è noto, anche se – spiega Il Fatto – John Elkann si lamentò dell’accanimento dell’Agenzia delle Entrate anche con Mario Draghi nell’incontro del 20 gennaio scorso. Lo sconto applicato dal Fisco stavolta potrebbe essere superiore al 50% (quasi un miliardo, dunque). Sconto a cui si aggiungono i soldi – sotto forma di incentivi – che lo Stato darà alle imprese di famiglia, in particolare Stellantis.
L’Italia non solo aiuterà con 370 milioni la costruzione della gigafactory per le batterie a Termoli, in Molise, ma ha stanziato 1 miliardo l’anno di incentivi all’acquisto di auto elettriche, ibride e pure endotermiche (proprio come chiesto dall’AD di Stellantis Tavares, il giorno prima della visita di Elkann a Palazzo Chigi). Considerando che un terzo di quegli incentivi finirà ad auto Stellantis (stima prudente), parliamo di 330 milioni di ogni anno fino al 2030: fanno tre miliardi solo dal governo Draghi.
IMPORTANTE: In qualità di Affiliato Amazon, Calcio e Finanza riceve un guadagno dagli acquisti idonei. Calcio e Finanza riceve una commissione per ogni utente, con diritto di usufruire del periodo gratuito di 30 giorni di Amazon Prime, che da www.calcioefinanza.it si iscrive a Prime attraverso PrimeVideo.com. Registrandoti ad Amazon Prime Video attraverso il precedente link puoi pertanto contribuire a sostenere il progetto editoriale di Calcio e Finanza. Grazie.