Lo sport USA è aumentato di valore durante il Covid, in Europa il calcio lo ha perso

L’emergenza Coronavirus ha colpito diversi settori dell’economia sin dalla sua esplosione a inizio 2020. Tra questi non si può dimenticare il calcio, segnato inevitabilmente dagli stop dei campionati – e…

Valore club europei e franchigie USA
(Foto: Katelyn Mulcahy/Getty Images)

L’emergenza Coronavirus ha colpito diversi settori dell’economia sin dalla sua esplosione a inizio 2020. Tra questi non si può dimenticare il calcio, segnato inevitabilmente dagli stop dei campionati – e dalle difficoltà di valorizzare i diritti televisivi –, ma anche dall’azzeramento di alcune voci importanti in termini di ricavi, su tutte le entrate da stadio (ma anche da plusvalenze, con un calo della spesa sul mercato dei trasferimenti).

La pandemia ha colpito più in generale il mondo dello sport, con Bloomberg che ha stimato mancati ricavi per circa 13 miliardi di dollari (11,4 miliardi di euro) tra NFL, NBA e NHL (tre delle maggiori leghe americane, con la MLB come quarto), mentre il calcio europeo si è fermato a 4,4 miliardi di dollari (oltre 3,8 miliardi di euro).

In questa situazione, diversi club tra Premier League (Burnley, Newcastle United e Southampton), Serie A (Genoa, Spezia e Ascoli), ma anche in Belgio, come nel caso del Bruges, hanno cambiato proprietà, senza considerare investimenti significativi in altre società come Atletico Madrid e Inter (con Oaktree).

Numerose attività di acquisizione che coincidono – sottolinea Tifosy – con una drammatica flessione della valutazione media dei club. Secondo i dati della divisione Football Benchmark di KPMG è stato registrato un calo del 15% nel valore d’impresa (enterprise value) dei primi 32 club europei, spingendo alcuni proprietari a cercare una via d’uscita mentre una nuova ondata di investitori cercava di approfittare di questo calo.

Un calo che non è stato tuttavia registrato nei principali campionati sportivi nordamericani. In termini assoluti, la valutazione media dei 32 maggiori club del calcio europeo è pari a 1,3 miliardi di dollari, un divario significativo rispetto alle loro controparti nei primi tre sport nordamericani, nonostante il seguito globale più elevato e i marchi internazionali più forti. Nello specifico, la valutazione media di questi club è diminuita del 14,9% nel 2021, con una perdita di valore collettiva di circa 6,95 miliardi di dollari.

Al contrario, il valore delle franchigie è cresciuto in tutti i principali sport americani. A guadagnare di più è stata la NHL, con un +35,9% (0,9 miliardi di dollari la valutazione media), seguita dal +14,5% della NFL (valore medio a 3,5 miliardi di dollari) e ancora da NBA (+11,3%, con valutazione media di 2,5 miliardi) e infine dalla MLB a +2,3% (valore medio 1,9 miliardi).

Valutazioni definite anche – e soprattutto – dal valore dei diritti televisivi delle varie leghe. In Europa, i valori dei contratti annuali sono diminuiti per tre dei cinque maggiori campionati europei, con la sola intesa siglata dalla Liga che ha visto una crescita nei ricavi da diritti tv. La Premier League ha confermato – prolungandoli – gli accordi esistenti con Sky, BT e Amazon, mentre in tutti gli altri mercati (Ligue 1 su tutti) è stato registrato un calo.

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Nel frattempo, gli sport nordamericani hanno tutti negoziato accordi per i diritti di trasmissione al rialzo. La nuova intesa della NFL porterà 10 miliardi di dollari all’anno (110 miliardi in 11 anni), con un aumento del 74% rispetto all’accordo precedente. Sebbene sia ancora il più piccolo in termini di dimensioni, il nuovo accordo della NHL con ESPN e Turner ha fatto un balzo a 625 milioni di dollari all’anno.

L’aumento della MLB è stato più modesto ma rappresenta comunque una crescita del 19%. E’ previsto inoltre che il nuovo accordo NBA – unica lega che non ha ancora siglato nuove intese dopo l’esplosione della pandemia – raggiunga i 70 miliardi di dollari per un ciclo di nove anni (8 miliardi all’anno), il che rappresenterebbe un salto triplo rispetto all’attuale contratto.