Quanto vale vincere tappa Giro
Giro d'Italia (Photo by GIUSEPPE CACACE/AFP via Getty Images)

Sarà un Giro d’Italia particolare, la corsa a tappe è stata superata, in termini d’interesse, dal Tour de France e dalla Vuelta. Quest’anno, solamente uno dei 10 ciclisti più forti al mondo, parteciperà al Giro, ormai poco appetibile agli occhi delle multinazionali.

Giuseppe Martinelli, tecnico dell’Astana, squadra maschile kazaka di ciclismo, ha commentato la situazione. Ecco le sue parole, riportate da Il Giornale:
«Noi al Giro d’Italia ci puntiamo sicuramente e ci veniamo con una squadra più che competitiva: sarà uno dei nostri grandi obiettivi di stagione. Noi ci verremo con Miguel Angel Lopez, che sarà la nostra punta, ma con lui ci sarà anche Vincenzo Nibali, che sarà il nostro jolly, il nostro battitore libero. Il Giro non è più appetibile come un tempo? Purtroppo è così, con l’avvento delle multinazionali il Tour ha ampliato la forbice, ma sportivamente parlando, per me il Giro resta una priorità, un’eccellenza».

Il Giro, per il momento, mostra i suoi anni e tra le multinazionali del pedale non va più di moda, c’è di meglio: soprattutto il Tour de France. Anche la Vuelta, a livello di peso del valore dai corridori, è passata davanti.

Leggendo il ranking mondiale dell’Uci risulta come tra i primi dieci al mondo (Pogacar, Van Aert, Roglic, Alaphilippe, Almeida, Colbrelli, Philipsen, Bernal, Van der Poel e Adam Yates, ndr) al momento dovrebbe partecipare solo il portoghese Joao Almeida. Il 23enne, neo acquisto della Uae Emirates, sarà il vice Pogacar sulle strade d’Italia.

Il pezzo più pregiato del Giro d’Italia dovrebbe invece essere in ogni caso l’ecuadoriano Richard Carapaz, numero 14 al mondo, vincitore del Giro nel 2019, con un podio al Tour (3°) e alla Vuelta (2°), ma fresco oro olimpico nella prova in linea ai Giochi di Tokyo.

Non ci sarà, invece, il campione d’Italia, d’Europa e trionfatore della Roubaix Sonny Colbrelli. Stesso discorso per Damiano Caruso.

Quale sarà il futuro della corsa rosa? Sarebbe fondamentale un investimento come quello che Mediaset fece negli Anni Novanta per rilanciare la corsa.