San Siro scontro Comune
Lo stadio di San Siro (foto Getty Images)

Prosegue lo scontro tra i comitati e il Comune di Milano sul tema del nuovo San Siro. Il Comitato Sì Meazza, in vista dell’avvio degli incontri nelle commissioni consiliari del Comune sull’area San Siro, ha inviato una lunga lettera al Sindaco di Milano Giuseppe Sala chiedendo all’amministrazione comunale “documenti certi e risposte chiare”. Inoltre, l’organizzazione intende sapere se le discussioni nelle Commissioni consiliari verranno stilate su resoconti giornali o tramite atti presentati al Comune.

Infine, l’obiettivo di Luigi Corbani, portavoce del Comitato, è sapere se in Comune verranno presentati “nuovi progetti con studio di fattibilità aggiornato, con piano economico e finanziario aggiornato, con proposta di pagamento della concessione congrua (come richiesta dagli uffici) e con la previsione di tutte le procedure fidejussorie necessarie per le concessioni pubbliche”.

La lettera integrale del Comitato Sì Meazza:

Egregio Signor Sindaco,

siamo molto lieti che Lei abbia compreso che sulla questione San Siro sia opportuna una riflessione degli organi comunali. Continuiamo a ritenere da cittadini milanesi che la strada maestra rimane quella di approfondire e aggiornare le delibere, da parte del Consiglio Comunale, istituzione in cui sono rappresentate tutte le espressioni politiche e culturali dei cittadini milanesi.

Riteniamo che, sulla base di norme legislative ben precise, la dichiarazione di ”interesse pubblico” sia di più propria competenza del Consiglio Comunale ed esuli dalla competenza della Giunta, la scelta di destinare a un diritto di superficie, aree pubbliche assegnate a pubblici servizi. Tale scelta può essere presa solo dal Consiglio Comunale.

Comprendiamo benissimo che le commissioni consiliari siano un passaggio per un più largo coinvolgimento della opinione pubblica. Del resto, vorremmo ribadirLe che non spetta a noi dover convincere le squadre a non demolire San Siro, di proprietà del Comune di Milano. Questo compito, per legge, spetta a Lei e spetta a Lei spiegare perché Lei, la Giunta municipale e il Consiglio Comunale ritengono giusto demolire uno stadio, del tutto valido e funzionante. Ciò non spetta neanche alle due società, ma a Lei, alla Giunta e al Consiglio Comunale, come prevedono le norme, spetta spiegare perché prioritariamente non si possa “recuperare” l’impianto esistente. Nella delibera di Giunta di novembre 2019, era stato precisato che «il mantenimento e la rifunzionalizzazione dell’attuale impianto» era un «obiettivo prioritario». La delibera del novembre 2021, invece, non esamina in alcun modo l’ottemperanza a tale prescrizione.

 

Troviamo singolare che si risponda con il fatto che sono le squadre a volere demolire San Siro. È curioso come si accetti di discutere sulla pretese di un privato di demolire un bene pubblico. Ci siamo sentiti rispondere che si deve demolire il Meazza perché le due società intendono costruire, su suolo pubblico, un nuovo stadio, il cui costo è il doppio di quello di altri 29 stadi costruiti negli ultimi anni in Europa, come hanno fatto rilevare gli uffici comunali: a questa obiezione, negli atti successivi adottati dalla Sua Giunta, non è stata data una risposta.

Spiace anche che sia andato avanti il piano attuativo del progetto “ippodromo del trotto” tra settembre 2020 e settembre 2021 senza che questo intervento sia stato inquadrato, nelle sedi comunali, e in campagna elettorale, nell’ambito di tutta la zona Lampugnano-San Siro, compresi gli ippodromi e compreso quello che stavate discutendo con le due società proprietarie pro tempore di Inter e Milan. La sistemazione di questa grande area urbana avrebbe anche richiesto un coinvolgimento pieno del Consiglio Metropolitano di cui Lei è anche Sindaco, ope legis, fino a che non sarà applicata la sentenza della Corte Costituzionale.

Come Lei sa, signor Sindaco, noi abbiamo presentato un ricorso al TAR perché riteniamo che le due delibere, adottate a due anni di distanza, siano sbagliate de iure e de facto. Per di più, la delibera del 2021 è stata presa poiché le due società non avevano risposto alle prescrizioni e alle condizioni avanzate dal Comune nella delibera del 2019.

La vicenda si trascina da due anni non certo per la opposizione dei comitati. Si trascina poiché la prima proposta delle due società, di uso di 290.000 mq. di suolo comunale e di demolizione del Meazza, fra le altre cose, era contraria alle norme del PGT; la seconda proposta, a distanza di un anno, nel novembre 2020, non considerava neppure la richiesta di stare nel limite massimo di edificabilità previsto dal PGT, 0,35 mq./mq. per la Grande Funzione Urbana San Siro, come richiesto dagli Uffici comunali e dalla stessa delibera del novembre 2019, ma ancora una volta proponeva un indice di edificabilità pari a 0,518 mq/mq.

Quest’ultimo atteggiamento avrebbe dovuto portare a rifiutare come arrogante una proposta che non teneva nella minima considerazione la delibera di Giunta di “interesse pubblico” presa “con condizioni e prescrizioni”.

Invece, nel novembre 2021, nella relazione istruttoria, parte integrante della delibera, veniva detto chiaramente che la proposta delle due società del novembre 2020 abbassava “solo” da 165.000 a 145.000 mq la richiesta di edificazione, il che comunque comportava una Variante. Tale Variante non poteva essere approvata dalla sola Giunta ma doveva essere portata in Consiglio Comunale.

Ma per evitare questo passaggio istituzionale, avete considerato normale che le società non indicassero il progetto di stadio e ignorassero le prescrizioni e le condizioni poste per la definizione di “interesse pubblico”: con ciò confermando, peraltro, il convincimento che l’oggetto del pubblico interesse non è la realizzazione di un impianto sportivo, ma esclusivamente e prioritariamente la realizzazione di un colossale intervento edilizio nella zona prescelta, con una evidente inversione, rispetto a quello normativamente previsto, tra l’oggetto principale dell’intervento (l’impianto sportivo) e le attività accessorie e funzionali (l’attività edilizia),

Ora, signor Sindaco, vorremmo sapere se la discussione nelle Commissioni consiliari avviene su resoconti di giornali o su atti presentati al Comune. Infatti i due procedimenti, quello del 2019 e quello del 2021, sono inconsistenti sotto il profilo giuridico e sotto il profilo sostanziale,

Vorremmo dunque conoscere se sono stati depositati in Comune progetti nuovi (quelli presentati ai giornali con tanta enfasi e con tanto di rendering “somewhere over the rainbow”) con studio di fattibilità aggiornato, con piano economico e finanziario aggiornato, con proposta di pagamento della concessione congrua (come richiesta dagli uffici) e con la previsione di tutte le procedure fidejussorie necessarie per le concessioni pubbliche.

Riteniamo anche necessario conoscere se sono state previste delle clausole vincolanti per evitare la cessione dei diritti di concessione di aree pubbliche a terzi: sarebbe bene che le due società dichiarassero fin d’ora a chi affidano compiti – come si usa dire adesso – di promoter immobiliare o di “advisor strategico e development manager del progetto ” o di “project management”.

Ci sembra utile e doveroso per Lei, per il Consiglio Comunale, per le Commissioni consiliari e per i cittadini, per noi tutti, che il confronto si svolga su documenti certi e risposte chiare e non evasive alle prescrizioni e alle condizioni poste degli Uffici comunali alle due società: dopo due anni sarebbe lecito e opportuno che le società proprietarie pro tempore di Inter e Milan presentino una proposta al Comune di Milano e non solo alla stampa. In presenza di queste nuove informazioni e documentazioni, fornite per tempo, siamo più che disponibili al confronto e alla discussione.

Non siamo disponibili a fare le comparse in una recita in cui il soggetto è nascosto e l’oggetto è misterioso. A ciascuno la sua parte, nel rispetto delle regole e della istituzione.

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