Serie A nuovo protocollo
(Foto: ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

«La Lega Serie A ha fatto bene a scegliere per la riduzione della capienza degli stadi, perché era elevato il rischio che il governo facesse calare dall’alto la sua decisione». Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenendo a Sky Sport, ha parlato della limitazione di pubblico per le partite di calcio alla luce della nuova ondata di contagi.

«La federazione medico sportiva insieme al Coni sta predisponendo un nuovo protocollo, poi chi organizza i campionati ha il diritto-dovere di prendere decisioni», ha aggiunto ancora il presidente del Coni. Tuttavia, «è triste perché così si abbattono i ricavi per i club che sono già in grandi difficoltà», ha sottolineato ancora Malagò.

Il dirigente ora auspica però una norma che renda uniformi le decisioni che arrivano dall’esterno: «Quando ci fu un disastro nel mondo del calcio, io allora ero in Giunta Coni, e i TAR locali ci sostituirono su certe posizioni: il governo dell’epoca molto intelligentemente, e il Coni avallò, centralizzò la decisione perché in molti sospettavano che i diversi tribunali amministrativi fossero troppo di parte su certe valutazioni».

«Lo stesso va fatto oggi perché abbiamo visto che tre TAR hanno dato ragione alla Lega e uno no, questo giudizio perde di credibilità. Il tema riguarda non solo la giustizia amministrativa ma anche le ASL perché non può essere una che con 4 positivi non fa giocare e un’altra con 11 fa giocare. Bisogna trovare una norma che impone questa scelta», ha spiegato.

Il presidente del Coni ha concluso che «il problema del Covid non riguarda solo il calcio ma anche molti altri sport che sono in difficoltà. Io ho il dovere di ricordare che i problemi se non maggiori esistono negli altri campionati. Non dimentichiamoci degli altri sport che non sono gli ultimi ma sono quelli che ci hanno fatto gioire anche alle ultime Olimpiadi».

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