Cosa rischiano i giocatori del Napoli
(Foto: Francesco Pecoraro/Getty Images)

Il Napoli è sceso in campo nella serata di ieri per affrontare la Juventus. Un match che i partenopei hanno affrontato con diverse defezioni – tra calciatori convocati in Coppa d’Africa, squalifiche e calciatori positivi al Covid –, ma senza rinunciare a tre giocatori che, sulla base delle indicazioni dell’ASL Napoli 2, non avrebbero potuto scendere in campo.

Si tratta del difensore Amir Rrahmani, e dei centrocampisti Stanislav Lobotka e Piotr Zielinski. I tre elementi della rosa a disposizione di Luciano Spalletti sono stati considerati contatti stretti dei positivi, ma non hanno potuto beneficiare delle nuove regole che annullano la quarantena poiché vaccinati con doppia dose da oltre 120 giorni e ancora in attesa della cosiddetta dose “booster”.

Cosa rischiano i giocatori del Napoli – La quarantena “soft”

Ciò nonostante, nella distinta consegnata poco prima dell’inizio della sfida contro la Juventus i nomi dei tre calciatori sono comparsi nella formazione titolare. Stando a quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il Napoli – dopo aver consultato i propri legali – avrebbe ritenuto corretto schierarli perché in linea con la quarantena “soft” istituita dalla Federcalcio nel giugno 2020 e ancora valida sportivamente.

Si tratta di una tipologia di quarantena che consente agli atleti il percorso casa-lavoro, dunque allenarsi e giocare, senza ulteriori contatti al di fuori di questa sfera. Situazione diversa da quella che viene invece definita quarantena “ammorbidita”, istituita lo scorso 30 dicembre e che avrebbe invece previsto l’isolamento per Rrahmani, Lobotka e Zielinski.

Cosa rischiano i giocatori del Napoli – Le sanzioni

Ma cosa rischiano ora i giocatori del Napoli? Dal punto di vista sportivo non ci dovrebbero essere conseguenze, dato che i tre avevano tutte le carte in regola per poter scendere in campo a livello puramente “disciplinare”.

A livello amministrativo, invece, i calciatori rischiano eventualmente una multa, non di più. Chi rientra nei contatti stretti di un positivo e viola l’isolamento fiduciario rischia infatti una sanzione che va da 400 a 1.000 euro. Diverso invece il caso di chi viola la quarantena da “positivo”: si tratta di un reato contravvenzionale che prevede l’arresto e da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5.000 euro.

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