Serve il tampone per lo stadio
(Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)

Nuova ondata, nuove restrizioni. Il Cts ha stabilito la riduzione della capienza degli stadi al 50 per cento del totale, quella dei palazzetti al chiuso al 35 per cento: una decisione dall’effetto immediato che ha mandato in confusione le società, lasciando spiazzata persino la sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali.

I club si trovano dunque a dover riorganizzare la biglietteria, a una settimana dalla ripresa del campionato (focolai permettendo). Come riporta il Corriere dello Sport, i servizi di ticketing sono stati bloccati, e rimane da capire cosa fare della quota di abbonati, ove presenti, che con le nuove restrizioni lascerebbe pochissimo spazio alla vendita libera: l’esempio principale sono i 21.000 abbonati dell’AS Roma, in un Olimpico riempito con 48.527 spettatori di media e ora ridotto a 32.000 posti.

Dal canto loro, la Fiorentina ha invece deciso di posticipare l’apertura del botteghino, mentre la Juventus è stata costretta a bloccare le vendite per i tagliandi per le gare contro Napoli, Udinese e Sampdoria. Bloccate le promozioni della Lazio, mentre i tifosi di Milan, Atalanta e Inter dovranno attendere che venga modificata la mappatura degli impianti con la disposizione a scacchiera.

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