Irpef, con la riforma vantaggi per i redditi medio-alti

Buone notizie per i percettori di redditi medio-alti in Italia. Come riporta Repubblica, uno studio dell’Ufficio parlamentare di bilancio ha simulato l’impatto della revisione dell’Irpef e delle detrazioni, ossia dei…

Mario Draghi dimissioni

Buone notizie per i percettori di redditi medio-alti in Italia. Come riporta Repubblica, uno studio dell’Ufficio parlamentare di bilancio ha simulato l’impatto della revisione dell’Irpef e delle detrazioni, ossia dei 7 miliardi di risorse che puntellano i primi passi della riforma fiscale entrata nella Manovra e che planerà da marzo nelle buste paga.

Il mix di interventi, spiega lo studio, elimina importanti distorsioni, come per esempio il picco di aliquota marginale al 60 per cento per i redditi tra 35mila e 40mila euro: in media questo si traduce in una riduzione del peso del fisco di 264 euro a testa per 27,8 milioni di contribuenti, due terzi del totale. Il 34 per cento della popolazione, invece, è indifferente alle misure, mentre una piccola quota (pari allo 0,9 per cento) va incontro ad un incremento di imposta, con 188 euro persi.

La situazione, spiega l’Autorità dei conti pubblici, è dovuta alla differenza tra reddito disponibile e reddito complessivo: sul primo si calcolano le imposte, sul secondo le detrazioni. Per i dipendenti con reddito da lavoro o da pensione, l’effetto della riforma è positivo perché la riduzione delle aliquote è sempre in grado di compensare il calo delle detrazioni. Se invece sono presenti altri redditi, si genera un «disallineamento» tra i due effetti e in qualche caso il saldo può esser negativo.

Irpef
(Fonte: La Repubblica)

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Per quanto riguarda l’inquadramento, i lavoratori dipendenti hanno un beneficio maggiore (190 euro) di pensionati (178) e autonomi (105). Tenendo conto invece delle classi di reddito, il record di vantaggi fiscali (765 euro) lo incassa chi presenta un imponibile tra i 42 e i 54mila euro (3.500-4.500 euro mensili), mentre tra i redditi più bassi è l’incremento delle detrazioni a generare quel guadagno da 229 euro che si ritrova nella fascia tra 12 e 18mila euro e non nelle fasce attigue.

Al 50 per cento delle famiglie più povere, infine, va un quarto delle risorse complessive, ovvero 1,9 miliardi, mentre il 10 per cento più ricco gode di 1,6 miliardi.