Steven Zhang e Javier Zanetti (foto ufficio stampa Inter)

“Con la nuova proprietà abbiamo vinto il campionato, siamo arrivati in finale di Europa League e dopo 10 anni siamo tornati agli ottavi di Champions, ci ha dato stabilità, qualcosa di essenziale per un club”. Lo ha detto il vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti, intervistato da Marca alla vigilia della sfida tra i nerazzurri e il Real Madrid, stasera al Bernabeu. “Siamo club ambiziosi e questa lotta fa bene a tutto il calcio italiano che è cresciuto sul piano del gioco. Lo ha dimostrato l’Italia gli Europei e ora molte squadre cercano di essere protagoniste. Quando giocavo io, la Serie A era impressionante, un campionato molto complicato e non era per tutti, anche la Spagna ha vissuto questo momento, ora succede in Premier, è una questione di cicli, ma il campionato italiano sta crescendo molto”.

Il ritorno al Bernabeu è anche l’occasione per tornare al 22 maggio 2010, quando Zanetti alzò al cielo la Champions League dopo la vittoria contro il Bayern Monaco. “Una notte fantastica, da sogno, una delle più belle della carriera che è rimasta nella storia di un club che non vinceva la Coppa dei Campioni da 45 anni. Ora la squadra sta facendo bene grazie al grande lavoro del mister e dei ragazzi. L’Inter ha giocatori di grande qualità, vogliamo dimostrarlo al Bernabeu, ma al di là del risultato la squadra ha una sua chiara identità. Ancelotti? In Italia è molto rispettato per la sua carriera e il suo modo di essere. E’ un uomo molto sereno con concetti molto chiari e la capacità di comportarsi sempre allo stesso modo sia nelle vittorie che nelle sconfitte. Ho grande rispetto per lui”.

“Sono stato molto vicino al Real, c’era Jorge Valdano come ds e, come ho detto allora, mi sentivo onorato dell’interesse di un grande club come il Madrid, però tutti conoscono la mia storia, sanno che casa mia è l’Inter e ho deciso di restare in nerazzurro per la forte identificazione che avevo con un club di grande storia, anche se in quegli anni viveva un periodo difficile e io non volevo andar via senza lasciare traccia. Ero il capitano e avevo una grande responsabilità”. 

“Quando mi sono ritirato, dopo quasi 20 anni in nerazzurro, oltre alla parte sportiva, ho voluto allargare la mia visione del club a un ruolo più ampio, a livello aziendale, responsabilità sociale, relazioni internazionali. Ho capito che stavo ricominciando da zero, ho studiato all’Università Bocconi di Milano e sto ancora studiando perchè ci sono sempre nuove cose da apprendere dal punto di vista del marketing e degli aspetti finanziari. Lavoro in un grande club e ho una grande responsabilità”, ha concluso Zanetti.

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