Antonello restrizioni stadi
(Foto: Emilio Andreoli/Getty Images, via Onefootball)

«Quella dei club non è un’operazione speculativa. Siamo rientrati all’interno dei parametri del Pgt. L’unico interesse che hanno i club è di avere uno stadio moderno che possa supportarli nello sviluppo e renderli competitivi con gli altri club». Così Alessandro Antonello, amministratore delegato dell’Inter, risponde al Corriere della Sera sul tema San Siro.

«Non c’è nessuna volontà di fare speculazione edilizia. Noi siamo club di calcio, giochiamo a calcio, ma vogliamo avere infrastrutture che ci garantiscano risultati a livello europeo. È il nostro unico scopo» prosegue.

Sul discorso della ristrutturazione, Antonello ritiene che il vecchio impianto «seppur iconico, ha fatto il suo tempo. C’è bisogno di uno stadio moderno, attrattivo e soprattutto sicuro. Gli impianti italiani hanno un’età media di 74 anni. In Europa negli ultimi 10 anni sono stati realizzati 150 impianti per 20 miliardi di investimenti e soltanto il 9 per cento degli impianti è di proprietà privata».

La ristrutturazione non è quindi contemplata dai club, anche perché «l’intervento sarebbe stato così invasivo che avrebbe reso irriconoscibile San Siro. L’elemento identitario che oggi si vuole mantenere andrebbe comunque perso».

«Per noi è fondamentale avere una certezza sui tempi. Più passano gli anni e più i nostri club diventano meno competitivi. Dobbiamo avere la certezza di poter fare i lavori entro una determinata data» conclude Antonello.

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