Juventus mercato bloccato
(Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)

Non solo l’indagine della Procura di Torino sul caso plusvalenze. La Juventus è alle prese anche con l’aumento di capitale da 400 milioni di euro, del quale è stato pubblicato il prospetto nei giorni scorsi, con indicazioni interessanti sui vari aspetti del business del club bianconero.

Tra questi, anche il calciomercato, che per i club di Serie A può essere limitato in caso di mancato rispetto dell’indice di liquidità. Lo spiega la stessa Juventus sottolineando che «la possibilità di operare senza limitazioni nelle due fasi delle Campagne Trasferimenti di ciascuna Stagione Sportiva è vincolata al rispetto, sulla base delle risultanze al 31 marzo e al 30 settembre, di un indicatore di liquidità (alla Data del Documento di Registrazione tale indicatore, costituito dal rapporto tra attività correnti e passività correnti, determinato su base consolidata, non deve essere inferiore a 0,6)».

Juventus mercato bloccato – L’indice di liquidità dei bianconeri

«Sulla base delle risultanze contabili al 30 settembre 2021, approvate dal Consiglio di Amministrazione in data 5 novembre 2021, l’indicatore di liquidità della Società – si legge ancora – è pari a 0,57 e, dunque, inferiore alla misura minima applicabile alla Data del Documento di Registrazione; come tale, in occasione della verifica alla scadenza del 30 novembre 2021, tale indicatore risulterà non rispettato».

Il mancato rispetto può portare a conseguenze, come ad esempio il fatto che «l’Emittente sarebbe tenuto a operare nella seconda fase della Campagna Trasferimenti 2021/2022 (ovvero da lunedì 3 gennaio a lunedì 31 gennaio 2022) secondo le limitazioni previste dalla normativa applicabile, con possibili impatti negativi sulla competitività sportiva della Prima Squadra».

Juventus mercato bloccato – Cosa cambia con l’aumento di capitale

Una situazione che, tuttavia, per la Juventus sarebbe scongiurata con l’aumento di capitale: «L’Emittente ritiene che l’Aumento di Capitale, la cui esecuzione è prevista entro il 31 dicembre 2021, costituisca un’azione di rimedio alla carenza finanziaria rilevata al 30 settembre 2021 coerente, per tipologia e tempistica di esecuzione, con le azioni di rimedio previste dalla normativa di riferimento e funzionale a consentire il ripristino dell’indicatore di liquidità al di sopra della soglia minima prevista e la 9 possibilità di operare nella seconda fase della Campagna Trasferimenti 2021/2022 senza le suddette limitazioni».

«In caso di mancato completamento dell’Aumento di Capitale nei tempi previsti – conclude la società –, in assenza di ulteriori tempestive azioni (ivi inclusi ulteriori versamenti a patrimonio da parte dell’azionista di maggioranza EXOR), l’Emittente sarebbe invece tenuto a operare nella seconda fase della Campagna Trasferimenti 2021/2022 secondo le limitazioni previste dalla normativa applicabile, con impatti negativi sulla competitività della Prima Squadra e di conseguenza con effetti negativi rilevanti sui ricavi del Gruppo».

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