(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Da Milly Moratti a Claudio Trotta (promoter di concerti rock), dall’ex prefetto Bruno Ferrante all’avvocato Felice Besostri, dall’impresario teatrale Gianmario Longoni all’ex numero uno di Atm Bruno Rota: come riporta il Corriere della Sera, comincia a prendere forma il Comitato Sì Meazza, che ha raccolto in pochi giorni centinaia di adesioni eccellenti.

Profili diversi sia come impiego che come colore politico, dal centrodestra ai socialisti, uniti nella difesa del vecchio San Siro. «Per la salvaguardia e l’eventuale ammodernamento del Meazza, per recuperare a verde l’immensa distesa di cemento attorno alla stadio, per riqualificare l’ambiente urbano peraltro già interessato da altre operazioni immobiliari» recita il manifesto del comitato.

«Ci auguriamo che il sindaco e la giunta portino rapidamente in Consiglio le motivazioni alla base della dichiarazione di pubblico interesse. Perché non c’è uno studio di fattibilità, non è definito il progetto e non c’è soprattutto una motivazione, come prevedrebbe la legge, sulla rinuncia al recupero dello stadio esistente. La legge infatti stabilisce che “il pubblico interesse è dichiarato sulla base di uno studio di fattibilità che motivi l’eventuale mancato rispetto della priorità, ovvero il recupero degli impianti esistenti”».

«In realtà il Meazza non sarebbe neanche da recuperare», proseguono i sottoscrittori: «Recentemente lo stadio ha ospitato gare importanti: dal derby alla semifinale e alla finale di Uefa Nations League. Nel 2016 sono stati fatti dal Comune ulteriori interventi per la sicurezza statica dell’impianto e l’adeguamento a norme internazionali, tali da consentire lo svolgimento della finale di Champions League».

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