Come vedere DAZN in contemporanea
(Foto: Gabriele Maltinti/Getty Images, via Onefootball)

«Siamo ai primi passi di un cambio radicale, la svolta verso la digitalizzazione inevitabilmente all’inizio dà qualche problema. Ma i risultati sono incoraggianti da ogni punto di vista: audience, abbonamenti, investitori, miglioramento tecnologico». Sono le parole di Veronica Diquattro, ad per l’Italia e ora anche Chief revenue officer per l’Europa di Dazn, in una lunga intervista a La Stampa.

«La situazione oggi è molto migliorata. Non ci siamo mai nascosti: sapevamo che all’inizio ci sarebbe stato bisogno di un assestamento, fisiologico quando si propone un cambiamento tecnologico radicale. Tra l’altro senza guidarlo del tutto, perché ovviamente per uno streaming adeguato c’è bisogno anche dei servizi di altri stakeholder. E della collaborazione degli utenti: anche quando hanno buone competenze tecnologiche, capita che non si accorgano che il problema magari è che hanno una connessione troppo debole, nonostante la banda larga sia disponibile. Ecco perché spesso serve un’assistenza capillare. Ma, ripeto, la situazione è molto migliorata e siamo soddisfatti».

«Anche quando debuttò il satellitare sembrava non funzionare nulla, montare un’antenna era vissuto una cosa complicata e bastava un temporale perché sparisse il segnale. Il nostro sforzo è massimo e capiamo le difficoltà, soprattutto di certe fasce della popolazione, e in generale la diffidenza quando si scardina un sistema. Ma siamo sulla traiettoria giusta, ce lo confermano i 6 milioni di audience media nei match day. Dispiace che i miglioramenti non vengano sempre percepiti nel modo giusto e che magari ci si dimentichi dei vantaggi acquisiti con il nostro servizio».

«Servono tempo e investimenti, che noi stiamo mettendo a disposizione del Paese, non solo dei nostri clienti. Abbiamo distribuito sul territorio italiano circa 42 Dazn Edge, le cache che gestiscono il traffico di Dazn, per un investimento di 3 milioni a stagione. Poi c’è il lavoro sulle cinque global Cdn, quello con le telco e con il nostro partner Tim per l’implementazione del multicast. Sono 10 milioni investiti nelle infrastrutture, un patrimonio per il Paese e non solo per noi».

«I numeri Sugli abbonati non diffondiamo dati, né intendo commentare eventuali dinamiche interne ad altre società. Con Tim la collaborazione è ottima. Per noi i numeri sono migliori delle attese: picchi di oltre due milioni di utenti e 99 investitori pubblicitari sul prodotto calcio, in aumento del 20% rispetto all’ultima stagione pre-Covid. Il 75% di queste aziende ha già programmato investimenti per tutto il girone di andata».

«Il tema della disaffezione alla Serie A è troppo amplificato, anche qui sono i numeri a dire altro: +10% di utenti medi al minuto rispetto al pre-Covid. Una cosa è certa: c’è l’esigenza di scegliere contenuti, format e linguaggi più vicini alle nuove generazioni. E’ quello che cerchiamo di fare in tutte le nostre produzioni: snelle, leggere, originali, lontane dai vecchi schemi».

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