(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Dopo quasi due anni dalla sua apertura, Exor è pronta a chiudere il dossier di Partner Re: nella giornata di oggi, la holding attraverso cui la famiglia Agnelli controlla la Juventus ha annunciato il memorandum d’intesa con il gruppo francese Covéa per la cessione della controllata.

Come riportano gli analisti di Equita, tra gli scenari più probabili per l’utilizzo del cash vi sarebbero due opzioni principali. La prima prevede la distribuzione di un dividendo straordinario che vedrebbe in prima fila l’intera famiglia Agnelli, visto che il primo socio di Exor (la quota è del 52,99%) è la Giovanni Agnelli Bv, cassaforte della dinastia piemontese.

Tale cassaforte, a cui possono partecipare soltanto i discendenti della famiglia Agnelli, è gestita dalle diverse società dei cugini. Il primo azionista è la Dicembre di John Elkann che, per effetto della liquidazione di alcuni pacchetti da parte di altri soci della famiglia, ha incrementato fino al 38% il controllo sulla società.

Andrea Agnelli partecipa invece attraverso la società A&A, che detiene l’11,85%. Le quote di A&A, alla morte di Umberto Agnelli erano state divise tra i figli Andrea e Anna, la moglie Allegra Caracciolo di Castagneto e la nipote Virginia Azia, prima che primi liquidassero quest’ultime per arrivare a detenere il 50% ciascuno. Infine vi è il ramo di Alessandro Nasi, vanta la sua partecipazione dell’8,79% alla cassaforte attraverso Enne, società che per anni è stata intestata al padre Andrea, ma che, a partire dal 2013, è stata divisa tra i suoi cinque figli.

Quindi nel caso in cui Exor dovesse decidere di varare il maxi dividendo sarebbero proprio le seguenti società ad essere i beneficiari princiapali:

  • Dicembre (John Elkann e i fratelli Lapo e Ginevra): 38%
  • Eredi Umberto Agnelli (Andrea e Anna Agnelli): 11,85%
  • Enne (Alessandro Nasi): 8,79%

Puntare sul lusso e la tentazione Armani

In ogni caso, l’altro scenario più plausibile secondo gli esperti di Equita riguarda invece un investimento nel settore del lusso, dove la holding ha già realizzato due investimenti, Christian Louboutin e la cinese Shang Xia, che rappresentano il 2% del suo net asset value.

In particolare, al centro dei rumour riguardo al settore del lusso vi è il nome di Armani. Equita sottolinea che alle risorse raccolte dalla vendita si aggiungerebbero altri 2,5 miliardi di euro, che permetterebbero a Exor e Ferrari di dare concretezza alle voci circolate questa estate sull’interesse per il gruppo milanese. Maggiori dettagli sulla futura strategia di investimento di Exor saranno presentato, con tutta probabilità, all’Investor day del 30 novembre.

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