Serie A contraffazione
(Foto: Enrico Locci/Getty Images)

Depotenziare le plusvalenze. E’ questa – secondo Il Messaggero – l’idea alla quale starebbe lavorando la FIGC, dopo l’indagine aperta a proposito di 62 operazioni, andate in scena tra il 2019 e il 2021, e che hanno spinto la Covisoc a inviare un fascicolo alla Procura di mercato.

Operazioni che hanno portato a plusvalenze definite “sospette”, che hanno generato ricavi per centinaia di milioni di euro ma spostamento di denaro limitato se non nullo. Tra queste, molti affari della Juventus e l’operazione che ha portato Victor Osimhen al Napoli.

Per questo motivo, la Federcalcio starebbe pensando di porre un freno allo strumento utilizzato dai club per sistemare i bilanci. L’intenzione è quella di inserire una norma che obblighi i club a dichiarare e indicare, al momento dell’iscrizione al campionato, quale sia l’incidenza delle plusvalenze senza effettivo flusso di cassa sul risultato d’esercizio.

Una sorta di scorporo delle voci legate ai ricavi. In questo modo, si dovrebbe scoraggiare o depotenziare la prassi, specie nei casi in cui non vi fosse reale movimentazione di denaro. Questo perché un bilancio in rosso – non sanato dalle plusvalenze – metterebbe a rischio l’iscrizione al campionato.

Il procedimento, conclude Il Messaggero, non sarà immediato, anche perché occorrerà capire e approfondire se sarà possibile varare un provvedimento di questo tipo sul piano civilistico. Una volta appurato, il presidente della FIGC Gabriele Gravina presenterà la norma in consiglio federale.

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