Flamengo multiproprietà
(Foto: Wagner Meier/Getty Images, via Onefootball)

Creare una multiproprietà, come quelle messe in piedi da RedBull e dal City Football Group. E’ questo l’obiettivo del Flamengo, club brasiliano che entro la fine del 2021 vuole chiudere l’acquisto del Tondela, società portoghese alla quale il club di Rio intende associare il proprio brand.

Secondo quanto rivelato dal portale brasiliano Globo Esporte, l’obiettivo, in tre anni, è quello di portare la squadra nelle prime sei posizioni del campionato portoghese. Si tratta di un banco di prova importante per il progetto, che – spiega Rodrigo Tostes, responsabile finanziario del club – potrà aprire la strada all’acquisto di altri club in Francia, Germania, USA, Africa, Cina e ovunque ci sarà la possibilità di investire.

Al momento, il cda sta parlando con investitori che, nell’idea del club, contribuiranno con 50 milioni di euro all’acquisto del Tondela. Il Flamengo intende poi diventare una multiproprietà con club in tutto il mondo, diffondendo il brand rubro-negro e aumentando la propria fan base, che in Brasile può già contare su milioni di tifosi e che rende il Mengao la squadra più seguita nel mondo considerando i tifosi del proprio Paese.

«Questo è solo il primo passo. Questa strategia non funzionerà se si tratta di un solo club al di fuori del Brasile. Vogliamo avere un club in Germania, uno in Spagna, uno in Francia, uno in Africa, uno in Cina, uno negli Stati Uniti, in altre parole, non è un progetto di un solo club», ha spiegato Tostes.

«Il Tondela non sarà un vero e proprio club affiliato, piuttosto si creerà un rapporto privilegiato col Flamengo per quanto riguarda management, scouting, politica di sviluppo giovanile. Proprio il vivaio sarà un punto fondamentale del progetto: su 40 giocatori che completano il percorso di formazione nelle nostre squadre, solo cinque vengono utilizzati nella rosa dei professionisti; gli altri vengono ceduti in prestito oppure tagliati», ha aggiunto il manager.

«Il Tondela potrebbe acquisirne alcuni e valorizzarli, ma non potrà farlo gratuitamente: dovrà comunque versare una quota al Flamengo. Si tratta di affari, semplicemente: io sto dando parte del mio marchio, famoso in tutto il mondo, e in cambio offriamo un canale preferenziale e il nostro know how calcistico. In questo modo, però, vorremmo portare il Tondela a diventare una squadra di alto livello».

Il Tondela rimarrà comunque un club separato e rappresenterà, negli obiettivi, il primo passo: «Abbiamo impiegato circa due anni per mettere a punto un modello sostenibile. Creeremo una società che metterà il marchio Flamengo a disposizione di chi vorrà credere in noi e in questi nostri nuovi club lontano dal Brasile. Noi ci esporremo per il 35%, ma il restante 65% sarà coperto da altri investitori. Anche se è la prima volta che una società del Sud America si imbarca in un’impresa del genere dimostrare che si tratta di un progetto sicuro, anzi vincente. Dal punto di vista sportivo ed economico».

Tra i fattori che hanno portato il Flamengo a guardare in Portogallo, il fatto che tra il 2011 e il 2020 i club del torneo portoghese abbiano fatto registrare il miglior saldo sul mercato a +2,9 miliardi di dollari, davanti al Brasile, al secondo posto con 2 miliardi. Tre club portoghesi guidano la classifica dei saldi netti nei trasferimenti internazionali negli ultimi 10 anni: Sporting, Benfica e Porto.

Nella struttura aziendale proposta – aggiunge Globo Esporte –, il Flamengo creerebbe la società “Clube de Regatas International” che fornirà il marchio rubro-negro in Portogallo per il 35% dell’operazione, mentre gli investitori metteranno 50 milioni di euro per il restante 65 %. Entrambe le parti farebbero parte di un’altra società, la “Fla International Holding Company”.

Quel che è certo è che gli investitori interessati non mancano, sottolinea Tostes in chiusura: «Stiamo parlando, non c’è niente di chiuso. In questi progetti si va a parlare con 50 persone, dieci si mostrano interessate a chiedere maggiori informazioni, cinque avanzano in una trattativa e si iniziano a discutere aspetti più dettagliati. Siamo a quel punto. Stiamo discutendo con diversi gruppi per capire le loro richieste. Queste sono persone che hanno già investito nel calcio e altre che non hanno mai investito. Può essere più di un investitore a mettere insieme i 50 milioni di euro che vogliamo».

E l’obiettivo? Per il responsabile finanziario l’idea «a medio-lungo termine è quello di rendere il Tondela una potenziale fonte di liquidità, attraverso la partecipazione alle coppe europee e la cessione di giocatori valorizzati in contesti competitivi. Magari riusciremo a raggiungere la Conference League, l’Europa League e poi anche la Champions League, tutto nel giro di sette anni», ha concluso.

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