(Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Crescono le tensioni all’interno della Lega Serie A. Come riporta Milano Finanza, al centro del dibattito del momento vi è la questione degli introiti derivanti dai diritti televisivi: l’8% degli 840 milioni totali, spartiti tra DAZN e TimVision, andrebbe suddiviso tra le società di calcio in base agli ascolti televisivi forniti da un soggetto certificato, quindi Auditel.

Tuttavia, come noto, la piattaforma streaming fa riferimento a Nielsen, portando alcun club tra cui Genoa, Sampdoria e Sassuolo a un passo dall’apertura di un contenzioso con la Serie A. Il rischio è concreto, dal momento che secondo la Legge Melandri i dati devono essere certificati, quindi di fatto solo da Auditel. È comunque ipotizzabile, sottolinea MF, che la Serie A stessa possa chiamare in causa terzi certificatori che valutino e confrontino i dati d’ascolto.

Ma nei prossimi giorni rischia di aprirsi un nuovo fronte: quello del numero di abbonati. Si tratta di un dato sensibile, che nel caso in cui dovesse superare una determinata soglia garantirebbe 150 milioni come bonus aggiuntivo alla Serie A. Tuttavia, il numero di abbonati sarebbe al momento lontano da questa soglia obiettivo, che difficilmente sarà raggiunta nel breve periodo.

DAZN si dice soddisfatta, ma le stime parlano di un dato complessivo inferiore al milione di abbonati, a cui si aggiungono i 500mila dell’offerta TimVision calcio. Un tema delicato in un periodo in cui i club sono alla disperata ricerca di ricavi aggiuntivi, e che porterà alla discussione del bando relativo agli highlights in pay che Sky chiede a gran voce.

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