Barcellona partite rischio pubblico
(Foto: Alex Caparros/Getty Images, via Onefootball)

Un nuovo episodio legato alla gestione del precedente dirigente del Barcellona fa ancora una volta tremare le fondamenta del club catalano. Questa volta il tema è delicato, perché in ballo ci sono i tifosi blaugrana e un simbolo della società: il Campo Nou.

Secondo quanto ricostruito da La Vanguardia, a partire dalla primavera del 2019 e fino all’autunno del 2020, il Barcellona avrebbe giocato consapevolmente un totale di 21 partite nel proprio stadio (tra cui un Clasico e altre gare di Champions League), mentre lo stadio soffriva un totale di 127 patologie strutturali che dovevano essere affrontate con urgenza.

Non solo, 44 di queste problematiche rappresentavano un pericolo non di poco conto per gli utilizzatori delle strutture poiché pezzi o frammenti dell’impianto sarebbero potuti cadere in aree di passaggio o dove si radunano i tifosi.

Secondo La Vanguardia, la precedente dirigenza del Barça non riteneva urgente queste riparazioni, poiché aveva considerato che i rapporti presentati dalle società specializzate Nikken e ARUP non fossero di assoluto allarme.

Il fatto è che solo all’arrivo dell’attuale giunta presieduta da Joan Laporta, e con Carles Tusquets al timone, è arrivato il momento in cui si è iniziato a sistemare i diversi problemi affinché il Camp Nou tornasse ad essere un assoluto luogo sicuro.

Già nel mese di agosto sono emerse diverse informazioni che evidenziavano un investimento importante (1,8 milioni di euro) da parte del Barcellona per far fronte a molteplici riparazioni allo stadio in vista dell’inizio del campionato e del ritorno del pubblico sugli spalti.

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