FPF esclusione Champions
(Foto: Alexander Hassenstein/Getty Images, via Onefootball)

L’ex presidente del Bayern Monaco Karl-Heinz Rummenigge è tornato a parlare di Fair Play Finanziario e delle necessarie revisioni dei regolamenti da parte della UEFA, portando a esempio casi come quelli del Manchester City e del Paris Saint-Germain, che nella storia hanno evitato pesanti sanzioni.

«Se un club viola le regole, non deve poter agire in una zona grigia, ma deve sapere esattamente cosa aspettarsi, compresa l’espulsione dalla Champions League», ha sottolineato Rummenigge durante un’intervista rilasciata a Welt am Sonntag.

Non è la prima volta che l’ex presidente del Bayern si esprime su questa linea: «Abbiamo bisogno di un Fair Play Finanziario 3.0 che sia applicato in modo rigoroso e coerente e che includa un elenco specifico di sanzioni», ha insistito.

Negli ultimi mesi sono state messe sul tavolo numerose idee, tra cui quella di una luxury tax in pieno stile NBA. In sostanza, che le squadre che vogliono spendere oltre il limite imposto dai propri ricavi pagheranno una sanzione pecuniaria volontaria. Ma lì il leader tedesco si chiede: «Sto davvero punendo club come il Manchester City o il Paris Saint-Germain, dove il denaro è una questione piuttosto relativa?».

Al momento, la UEFA non ha specificato su cosa sta lavorando, anche se ha lasciato intendere che potrebbe introdurre meccanismi di controllo a priori come quelli de LaLiga, invece di successive analisi che si sono rivelate inefficienti in più occasioni. «Le nostre regole dovrebbero concentrarsi molto più sul presente e sul futuro, invece di guardare al passato», aveva fatto sapere la Federcalcio europea.

«La regola dell’equilibrio è stata pensata per far fronte alla spesa eccessiva e limitare i picchi di inflazione», ma «oggi le sfide sono diverse e la crisi sta accelerando tendenze che avevano cominciato a emergere negli ultimi anni», aveva sottolineato ancora la UEFA.

Rummenigge ammette che il compito è complesso e ricorda che già nel 2011 UEFA ed ECA stavano cercando aiuto nella Commissione europea (CE) per stabilire un meccanismo che si applicasse allo stesso modo in tutti i Paesi.

E il suo riferimento diretto al PSG e al City potrebbe essere correlato all’ultimo discorso di Ceferin all’ECA, in cui ha insinuato di poter consentire una spesa superiore ai ricavi a quei club i cui eccessi possono essere coperti dagli azionisti.

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