(Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Arriva la risposta degli esperti in merito al discorso dei problemi infrastrutturali come causa dei disservizi per il calcio in streaming. In particolare, si fa riferimento all’articolo pubblicato su Il Domani, sul quale gli esperti citati han voluto chiarire la propria posizione.

Con riferimento all’articolo, il Prof. Maurizio Dècina precisa di essere stato citato in maniera errata, e sottolinea che “il problema non è la copertura ma il tasso di adozione, e cioè gli abbonamenti ad un Gigabit, che invece ad oggi si aggirano sul 11-13% delle famiglie italiane: un problema di maturità digitale del nostro Paese”.

Nell’articolo viene riportato inoltre che le: “Connessioni della migliore qualità di tipo gigabit, coprono solo il 10 per cento degli italiani secondo stime di Goldmedia Analyse, rielaborate da Maurizio Dècina…”. La citazione, secondo il Prof. Decina, “è errata e fuorviante. La stima di Goldmedia Analyse si riferisce infatti a ben 10 milioni di famiglie italiane coperte a fine 2022 da collegamenti in fibra ottica FTTB/H, corrispondenti ad una copertura del 40% delle famiglie italiane che sono circa 25 milioni”.

“Chi ha scritto l’articolo usa questo argomento per parlare male della copertura a un gigabit al secondo degli operatori italiani, mentre la realtà è che gli operatori ed il Governo col Piano Italia a 1 Giga sono impegnati a coprire il 100% delle famiglie italiane ad un Gigabit al secondo entro la fine del 2026, obiettivo sfidante che ci porterà tra le primissime posizioni in Europa e nel mondo”.

Con riferimento all’articolo, anche il Prof. Vatalaro precisa che il suo pensiero è stato distorto. “Ho chiarito che le reti di telecomunicazioni italiane hanno retto all’aumento del traffico, insistendo che i problemi riscontrati sono riconducibili alla piattaforma informatica del fornitore di contenuti” ha dichiarato il professore.

“Nel caso di DAZN, ad esempio, si sono verificati malfunzionamenti del sistema di autenticazione dei clienti: è la stessa azienda a riconoscere che giovedì 23 settembre tra le 18.30 e le 19.00 sono state riscontrate difficoltà ad accedere alla nostra App, decidendo perciò di indennizzare tutti i clienti che hanno subito il disservizio. È scorretto e fuorviante additare le reti di accesso e di trasporto italiane (di TIM e degli altri operatori) come responsabili di disservizi che trovano sede in aspetti informatici ad esse estranei”.

Il prof. Vatalaro, aggiunge: “Va ricordato, inoltre, che la trasformazione tecnologica a cui stiamo assistendo è assai rilevante per il Paese, come ho ricordato sempre al giornalista che tuttavia non ne ha tenuto conto, oltre a fare emergere con assoluta evidenza che non è la copertura di connessioni di adeguata prestazione a mancare ma piuttosto, molto spesso, la loro adozione da parte dei consumatori. Per spiegare tutto questo i media possono assolvere un ruolo molto importante, anziché continuare a diffondere informazioni inesatte e distorcenti”.

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