Pioli campo Spezia
(Foto: Spada/LaPresse, via Onefootball)

E’ stata una settimana di “battaglie” per Stefano Pioli. Il tecnico del Milan ha iniziato parlando della necessità di far crescere il tempo effettivo delle partite, portando come esempio i minuti giocati nel match con la Juventus.

«Oggi abbiamo giocato di tempo effettivo quarantotto minuti. Per forza poi andiamo in Europa e facciamo fatica. Si parla troppo, si fischia troppo, ci sono troppi tempi morti, e questo non aiuta né lo spettacolo né le squadre a giocare con intensità», aveva detto l’allenatore.

Poi, alla vigilia della conferenza della sfida con lo Spezia (vinta 2-1 dai rossoneri) aveva introdotto nuove idee: «I cinque cambi per me sono importantissimi. Io però farei anche altre modifiche: basarsi sul tempo di gioco effettivo, un time-out nel primo tempo e, visto che ci piace il calcio offensivo, stabilire che una volta superata la propria metà campo, non si può più passare la palla indietro».

Questa volta, al termine del match con i liguri, Pioli ha parlato di un altro “problema” da lui individuato: le dimensioni del campo dello stadio “Picco”. «Oggi era una partita che io onestamente temevo, perché le dimensioni del campo non sono quelle adatte, omogenee e permettetemi di dirvi che non credo che sia corretto».

«In Serie A le misure del campo dovrebbero essere uguali in modo da dare a tutti la possibilità di giocare a tutti sulla stessa superficie», ha concluso l’allenatore. Le dimensioni del campo dello stadio ligure sono effettivamente inferiori rispetto – ad esempio – a quelle di San Siro.

Il terreno del Meazza misura 105×68 metri, mentre il campo della formazione di Motta ha la stessa lunghezza, ma perde 3 metri in larghezza.

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1 COMMENTO

  1. […] Al di là delle sue dimensioni, il campo di La Spezia è tutt’altro che agevole, e noi lo sappiamo meglio di tutti. Lo scorso anno la neopromossa squadra di casa, quando ci affrontò, sembrò il Real Madrid di Butragueño, Michel, Hugo Sanchez e Santillana, squadra normale in trasferta, ingiocabile in casa (facendo le dovute proporzioni, ovviamente). Quella sconfitta, un netto 2 a 0 — che sarebbe potuto diventare 3 a 0 se gli spezzini non avessero colpito un palo al novantesimo — mi è bruciata fino a ieri pomeriggio, fino a quando Diaz ha rimesso le cose a posto: ora non covo più rancore, ma occhio a non romperci più le scatole, tornare sul mio libro nero è un lampo. […]