Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italia in Piazza Affari a Milano (foto Andrea Ninni/Image/Insidefoto )

Proseguono la seduta in rosso le principali Borse europee, dopo l’apertura in calo di Wall Street, in una giornata in cui pesa l’andamento dei mercati asiatici e in particolare la crisi del gigante dell’immobiliare Evergrande.

Il rischio default per il secondo sviluppatore immobiliare cinese, un colosso da 70 miliardi di dollari di fatturato (-1,9% annuo) e utili pari a 2,5 miliardi (-55,7%) ma oberato da 305 miliardi di dollari di debiti, si fa infatti sempre più concreto: entro giovedì deve trovare 83,5 milioni di dollari per ripagare le cedole dei bond con scadenza marzo 2022.A Hong Kong, il titolo di Evergrande era avviato verso i minimi storici a -19%, prima di risollevarsi e terminare intorno a -10%.

Tra i creditori c’è anche Zhang Jindong, che attraverso Suning Holdings Group controlla l’Inter Campione d’Italia in Serie A.

Nel 2017 Zhang, non attraverso la quotata Suning.com ma tramite una controllata di Suning Appliance, aveva anticipato ad Evergrande capitali per 20 miliardi di yuan (circa 2,6 miliardi di euro), sottoscrivendo azioni di classe A di Evergrande Real Estate (nota anche come Hengda Real Estate) destinate alla quotazione in borsa, con la promessa di forti dividendi.

Per quanto riguarda le Borse europee, la peggiore è Milano (-2,5%), seguita da Francoforte (-2,2%), Parigi (-1,8%), Madrid (-1,1%) e Londra (-1%). Negli Usa il Dow Jones viaggia intorno a -1,5% con il Nasdaq a -2,2%.

A Milano il listino principale vede qualche guadagno solo per Amplifon (+0,4%) e Terna (+0,2%). Le banche patiscono particolarmente, a iniziare da Bper (-5,1%), Banco Bpm (-4,8%), Unicredit (-4,6%), Fineco (-3,4%) e Intesa (-3,4%), con lo spread salito a 103 punti e il rendimento allo 0,70%. Tra i comparti più in difficoltà quello dei petroliferi, con Eni (-4,9%), l’impiantistica di Tenaris (-3,3%) e Saipem (-1,3%), col greggio in calo (wti -1,7%) a 70,7 dollari al barile). Male le auto, guardando ad esempio Stellantis (-4,2%) e Ferrari (-1,8%). A segnare, come nel resto d’Europa, il forte calo del lusso si trovano Moncler (-2,9%).

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