Barçagate nuove prove
(Foto: Imago Images, via Onefootball)

I “Mossos d’Esquadra”, il corpo di polizia regionale della comunità autonoma della Catalogna, hanno trovato documenti nell’abitazione di Jaume Masferrer, braccio destro dell’ex presidente del Barcellona, ​​Josep Maria Bartomeu, che certificano l’esistenza di almeno quattro account Twitter legati al “Barçagate” gestiti da I3 Ventures, la società ingaggiata dal club catalano.

Secondo le forze di polizia catalane, sembra che «gli account siano stati creati apparentemente per provocare delle reazioni, al di là del semplice monitoraggio dei social network». Fino ad ora, gli account che erano stati certificati provenivano da Facebook.

Un’altra valutazione che viene fatta nel rapporto dei Mossos su quanto trovato nell’abitazione di Jaume Masferrer – scrive Marca – è che ci fosse una segnalazione di Nicestream (il conglomerato di aziende a cui appartiene I3 Ventures) dal titolo “Flash Report call for social networks #ValverdeOUT” che non è stato consegnato alle forze dell’ordine né dal Barça né dalla società di revisione PriceWaterhouseCoopers (PwC).

Il “Barçagate” è un caso del quale si è iniziato a parlare a metà febbraio, quando si è scoperto che il club aveva assunto una società dedicata a screditare tutti gli avversari del presidente Josep Maria Bartomeu, o critici della sua gestione, attraverso i social network. Il metodo di pagamento a questa società è ciò che ha portato a un’indagine più approfondita sui conti del club.

Nei giorni scorsi, SER Catalunya ha anticipato che l’indagine sul “Barçagate” sarà estesa fino al 29 gennaio 2022. Tra i vari motivi, anche il fatto che altre nove persone siano state convocate per parlare in qualità di testimoni.

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