Nuovo stadio Milano

Christopher Lee ha inaugurato nella giornata di ieri a Milano la sede italiana della “sua” Populous, società di architettura celebre nel mondo dello sport. Il numero uno mondiale dirige lo studio di architettura che ha firmato oltre 3.000 progetti sportivi e ha progettato oltre 1.000 stadi, tra i quali quelli olimpici di Sydney 2000 e di Londra 2012, il nuovo Wembley e lo stadio Tottenham Hotspur.

Come noto, Populous è in corsa per costruire il nuovo San Siro partendo dal progetto dello stadio cattedrale che cita il Duomo e la Galleria. «Non posso entrare nei dettagli perché siamo in corsa con un altro studio e credo che nessuna decisione verrà presa prima delle elezioni comunali di ottobre», ha esordito parlando del progetto alla Gazzetta dello Sport.

Sulla decisione di citare il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele: «Noi crediamo che un progetto ben riuscito debba rispettare la tradizione e l’anima di ogni luogo. Questo vale ancora di più a Milano, in Italia. E allora abbiamo pensato di citare luoghi iconici della città, perché fosse davvero uno stadio “milanese”. Volevamo che fosse subito riconoscibile e che diventasse attraente anche per chi vive qui».

«Nella nostra idea lo stadio sportivo è importante, ma è parte di un progetto molto più ambizioso. Il nuovo San Siro, nelle nostre idee, sarà un nuovo distretto. Sarà un luogo da frequentare tutto il giorno per tutta la settimana», ha aggiunto.

Sulle perplessità dell’abbattimento dello stadio Meazza: «Capisco il punto di vista. E’ accaduta la stessa cosa a Londra per il vecchio Wembley. Tutti noi avevamo un legame forte con quel monumento. Ma se chiedete ai tifosi che cosa pensano di Wembley adesso vi accorgerete che sono tutti strafelici. E lo saranno anche a Milano i tifosi di Milan e Inter. Le grandi società di calcio hanno bisogno si avere uno stadio innovativo. Credo che sia una necessità».

Per Lee, Milan e Inter sono sempre interessate: «Per quello che ci risulta, sì! Non vedono l’ora di cominciare». E sui tempi: «Dipende da quando si parte. La costruzione dello stadio richiede un tempo tra i 30 e i 36 mesi. E contando tutti i lavori di completamento serviranno tra i 4 e i 5 anni. Se il via verrà dato entro la prossima primavera è possibile tagliare il traguardo prima delle Olimpiadi».

E ancora, sulla decisione di aprire la sede milanese di Populous: «Perché, al di là di come andrà con il nuovo San Siro, ci piacerebbe lavorare anche qui. L’italia è il Paese dei miei sogni fin da quando ero un ragazzo con lo zaino che partiva dall’Australia per venire a scoprire la Vecchia Europa. Per questo mia figlia si chiama Florence. L’Italia e Milano in particolare attraversano un periodo di grande crescita e di sviluppo architettonico spettacolare. City Life e tutto il quartiere di Porta Nuova sono davvero grandi progetti. Ora noi speriamo di poter realizzare il nostro San Siro perché offriremmo alla città un nuovo distretto, modello di innovazione e sostenibilità. Ma siamo in corsa anche per altri progetti in divenire».

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