Adriano Galliani (copyright: via Onefootball)

Nel calciomercato estivo 2021, la Serie A ha perso molti dei suoi campioni. Hakimi, Lukaku, Cristiano Ronaldo su tutti: grandi protagonisti della scorsa stagione che l’anno prossimo non calcheranno i campi del nostro campionato. Ma come spiegare questa fuga? Intervistato dal Corriere della Sera, Adriano Galliani, storico protagonista del calciomercato dei tempi che furono, ha cercato di fornire una sua spiegazione.

«Il mercato è figlio dei ricavi che sono cambiati da nazione a nazione in base agli introiti da diritti tv» spiega Galliani. «Negli anni Sessanta, quando la voce dei diritti tv non pesava sui bilanci dei club, e la maggior parte dei ricavi erano dal ticketing i grandi club avevano fatturati simili».

«Eusebio iniziava e terminava la carriera nel Benfica, così Cruijff nell’Ajax e Rivera nel Milan. Con la vendita dei diritti televisivi si è aperta la forbice tra i club di Paesi diversi. La Premier, per dire, fattura tre volte e mezzo il campionato italiano. Ecco perché lì vanno i giocatori migliori».

Colpa solo degli introiti da diritti tv? «Certo che no. Sono anche gli stadi a segnare la differenza: mi chiedo come sia possibile che l’Italia, Paese di imprenditori, non riesca a costruire impianti di proprietà. Colpa loro? Non penso. Poi bisogna anche dire che siamo un Paese povero, con gli stipendi più bassi d’Europa. Mica riusciremmo a ottenere entrate da 6-7 milioni a partita come in Premier».

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