ripescaggio serie a
Il pallone della Serie A (Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

A livello economico, prima dell’emergenza sanitaria il sistema calcio italiano produceva un fatturato diretto stimabile in 5 miliardi di euro, il 12% del PIL del football business mondiale, con un impatto indiretto e indotto sul PIL italiano pari a 10,1 miliardi e oltre 120.000 posti di lavoro attivati. Sono i numeri contenuti nell’11ª edizione del ReportCalcio, il documento sviluppato dal Centro Studi FIGC in collaborazione con AREL (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC (PricewaterhouseCoopers).

A livello fiscale e contributivo, il solo calcio professionistico ha prodotto nel 2018 un gettito complessivo pari a 1,4 miliardi di euro, circa il 70% del contributo fiscale generato dall’intero sport italiano. Complessivamente negli ultimi 13 anni la contribuzione ammonta a circa 14 miliardi di euro, e per ogni euro ‘investito’ dal Governo italiano nel calcio, il Sistema Paese ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a € 17,3.

Tuttavia, anche a livello indiretto e indotto, la pandemia ha prodotto un significativo impatto su tutti i settori della filiera produttiva (12 settori merceologici coinvolti) e della catena del valore attivata dal calcio italiano: la spesa diretta è scesa del 5,7% (da € 5.050m a € 4.762m), l’impatto sul PIL del 18,1% (da € 10.066m a € 8.249m), mentre l’occupazione generata dal comparto del calcio ha visto il decremento di oltre 27.000 posti di lavoro attivati (da 121.737 a 94.462).

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