Nuovo stadio Roma Raggi
Samantha Zucchi/Insidefoto

«Non confermo né smentisco». Sono queste le parole con cui Virginia Raggi, sindaca di Roma, risponde alla domanda del Il Romanista sulla possibilità di fare causa all’AS Roma circa la vicenda di Tor di Valle. Una vera e propria doccia fredda, che si contrappone all’ottimismo dei giorni scorsi, con la revoca della pubblica utilità e l’apertura di una collaborazione da parte del Comune.

Il problema, secondo la Gazzetta dello Sport, sarebbero i costi amministrativi degli otto anni spesi dalla Roma e dal Comune per il progetto poi accantonato dai Friedkin. Per non parlare, inoltre, di quelle infrastrutture pubbliche che sarebbero state a carico dei proponenti e che invece non saranno più fatte.

Il conteggio è già avviato: si parla già di danni quantificati in alcune centinaia di milioni nelle ipotesi più pessimistiche. Difficile, secondo il quotidiano, che la sindaca arrivi effettivamente a chiedere i danni, ma ci sono aioni che potrebbero prescindere dalla volontà dei singoli amministratori.

Il problema riguarda anche le prospettive future per il nuovo impianto. Se si arrivasse a un contenzioso giudiziario, poi, alcune norme sottolineano come una partnership fra l’amministrazione e un eventuale proponente un progetto per un nuovo stadio, per di più da collocare in un’area pubblica, potrebbe essere impossibile alla luce della causa in atto.

La causa si aggiungerebbe a quelle già dichiarate sul tema, a partire da quelle di Eurnova verso la Roma e il Comune, quella di Radovan Vitek per la svalorizzazione dell’ippodromo, e appunto quella del Campidoglio ai proponenti.  Inutile dire, conclude la Gazzetta, che la Roma sarà pronta a fare una controquerela a tutti coloro che la porteranno in giudizio.

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