Jacobs quanto vale medaglia
(Foto: Ulrik Pedersen, via Onefootball)

«Un oro olimpico cambia la vita di un atleta, quello dei 100 metri cambia la sua e quella di altre tre generazioni di suoi eredi». Gli esperti di marketing sportivo non hanno dubbi su questa equazione. Se sarà fondata, Marcell Jacobs lo scoprirà presto.

Il 9’’80 con cui ha conquistato l’Oro a Tokyo 2020 lo proietterà su un piano diverso, anche dal punto di vista economico. Non solo per il premio di 180mila euro lordi, tassati al 42%, che gli darà il Coni per la vittoria, ma per tutto quello che ruota intorno alla sua impresa.

Negli Stati Uniti già quantificano gli effetti immediati del suo successo: un sito specializzato USA ha infatti calcolato che a breve termine la vittoria nei 100 frutterà a Jacobs, personaggio contemporaneo che da subito può avere forte impatto in campi come la moda o la corretta alimentazione, 5 milioni di dollari (4,2 milioni di euro).

D’altra parte, nel giro di una sola notte, ha aumentato da 144mila a 463 mila il numero dei suoi seguaci su Instagram, che si prevede raggiungano il milione nel giro di pochi giorni. Soltanto sulle piattaforme olimpiche in 124 milioni lo hanno visto trionfare: una spinta clamorosa per la valorizzazione del proprio brand.

A gestire l’atleta, se non ci saranno novità, sarà il suo attuale manager Marcello Magnani, che si occupa degli aspetti sportivi e di quelli legati alle partecipazioni ai meeting, mentre a quelli commerciali provvede la Doom Entertainment, agenzia di cui è socio il cantante Fedez. La Doom ricerca per i suoi clienti opportunità commerciali, di marketing e sponsorizzazioni.

Il cachet per i meeting crescerà, e Jacobs potrà chiedere almeno 150 mila euro , che in eventi come il Golden Gala torneranno indietro in termini di presenze di spettatori che vorranno assistere dal vivo alle prodezze di Jacobs e di Gianmarco Tamberi, un altro che vedrà decollare introiti da sponsor ed ingaggi.

Non solo. Solamente da un main sponsor (come sono tuttora Gatorade e Hublot per Bolt) e da quello tecnico personale, che per l’azzurro è la Nike, potrebbe ricavare tre milioni e mezzo di euro all’anno: l’altro sprinter Tortu, ad esempio, ha uno sponsor principale da 200 mila euro all’anno.

In più l’azzurro girerà spot per altri prodotti e sarà protagonista di “ospitate” varie. Non raggiungerà i 34 milioni all’anno che, secondo Forbes, guadagnava Usain Bolt fino al giorno del ritiro, con clausole legate al rendimento nelle gare, ma il futuro pare assicurato.

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