Il logo TIM sui campi della Serie A (Insidefoto.com)
Il logo TIM sui campi della Serie A (Insidefoto.com)

Ricavi in crescita e l’utile che fa capolino nel secondo trimestre, il percorso di Tim verso la stabilità trova conferma nei conti sul tavolo del cda. Nel primo semestre si sono attestati a 7,6 miliardi (+0,5%) e nel secondo trimestre a 3,8 miliardi di euro, in crescita rispetto al secondo trimestre 2020 di un punto percentuale con un risultato netto 100 milioni. Tra i dossier aperti quello della rete unica ma non solo guardando alle opportunità offerte dal Pnrr.

“Prosegue il dialogo con CDP per la definizione di iniziative strategiche congiunte mirate ad accelerare la digitalizzazione del Paese su vari temi, inclusa la rete, anche allo scopo di ottimizzare le risorse che saranno disponibili con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approvato nelle scorse settimane dall’Unione Europea” sottolinea Tim. Per questa “nuova fase di crescita” il gruppo guidato da Luigi Gubitosi punta sui “mercati adiacenti, in particolare quelli dei contenuti e dei servizi innovativi per la clientela business”. Noovle, Olivetti, Telsy, le controllate più innovative impegnate su Cloud, Big Data e Cybersecurity, si muovono “in linea con il piano” verso il raddoppio dei ricavi entro il 2023.

Il semestre resta però ancora influenzato dall’accantonamento destinato all’uscita di personale per il pensionamento anticipato e volontario che aveva portato in rosso il primo trimestre. L’Ebitda è sceso del 3,7% a 2,77 miliardi (-5,8% a 1,64 miliardi nel secondo trimestre) scontando oneri non ricorrenti per 447 milioni di euro e il risultato netto del primo semestre soffre ancora degli oneri non ricorrenti del primo trimestre (-137 milioni di euro) escludendo i quali sarebbe pari a 207 milioni di euro. Chi si è lasciato alle spalle il Covid è il Brasile con un significativo rimbalzo che mostra “la resilienza operativa e un rapido recupero delle dinamiche di mercato”. I ricavi netti totali sono cresciuti del 10,5% e l’utile ha fatto un balzo del 154,7%.

In Italia da sottolineare la maggiore fedeltà dei clienti nel mercato del mobile con il tasso di abbandono (‘churn’) ai livelli più bassi degli ultimi 14 anni (3,7%) e nel fisso confermata la stabilizzazione delle linee per il terzo trimestre consecutivo. L’attività di sviluppo della rete FTTH della nuova società FiberCop è “a regime”. “Nel mese di giugno ha raggiunto il record di incremento di copertura mensile FTTH con 310mila nuove unità immobiliari, aumentando complessivamente del 15% in sei mesi” con oltre il 93% delle linee fisse erano raggiunte dalla banda ultralarga a fine giugno.

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