Riammissioni e ripescaggi: le norme in ottica caso Chievo

Articolo a cura dell’Avv. Flavia Tortorella – Esperta di diritto sportivo

Necessita di pronta soluzione la querelle sulle procedure mediante le quali procedere all’integrazione degli organici dei Campionati tutte quelle volte…

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Articolo a cura dell’Avv. Flavia Tortorella – Esperta di diritto sportivo

Necessita di pronta soluzione la querelle sulle procedure mediante le quali procedere all’integrazione degli organici dei Campionati tutte quelle volte in cui si verifichino dei vuoti da colmare affinché possa darsi corso al corretto svolgimento delle competizioni programmate.

Il format dei Campionati, infatti, presuppone normativamente un certo numero di squadre che debbono partecipare alla competizione.

La confusione semantica tra riammissione e ripescaggio – ovvero l’utilizzo indifferenziato dei due termini – non ha di certo agevolato la comprensione delle differenze intercorrenti tra le due procedure, seppur entrambe funzionali a colmare le eventuali carenze di organico.

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Volendo condurre l’analisi postulando il dato normativo, dovrà necessariamente richiamarsi l’attuale formulazione dell’art. 49 delle Norme Organizzative Interne Federali – FIGC (di seguito, per brevità, NOIF) la quale introduce una prima distinzione, a seconda che il vuoto di organico si sia prodotto nel Campionato di Serie A e B, ovvero in quello di C e D.

Difatti, la premessa – che sembra sfuggire ai più – è che mentre per i Campionati di massima serie la regola generale è che in presenza di vacanze di organico si debba procedere alla procedura di riammissione delle migliori società retrocesse, per i Campionati di Serie C e D viene espressamente esclusa la predetta procedura (Art. 49, comma 5, NOIF: «In caso di vacanza di organico nei campionati professionistici rispetto al numero che ogni lega ha individuato in conformità al comma 4 determinatasi all’esito delle procedure di rilascio delle Licenze Nazionali o determinatasi per revoca o decadenza dalla affiliazione o mancanza di requisiti per la partecipazione al Campionato, gli organici si integreranno attraverso la procedura di riammissione delle migliori classificate tra le società retrocesse della stessa Lega. La presente disposizione non si applica tra la Lega Italiana Calcio Professionistico e la Lega Nazionale Dilettanti»).

Inoltre, sempre in via riservata per i Campionati di Serie A e B, viene prevista l’applicazione della procedura di ripescaggio solo allorché, una volta esperita la procedura di riammissione, permangano dei posti vacanti da occupare (Art. 49, comma 6, NOIF «Solo nel caso in cui non vi sia ai sensi del comma 5 un numero di squadre da riammettere sufficiente a colmare le vacanze di organico, l’organico così come deliberato dalla Lega di competenza ai sensi del comma 4, verrà integrato attraverso la procedura di ripescaggio secondo i criteri deliberati dal Consiglio Federale»).

Differentemente, per ciò che attiene il Campionato di Serie C, con l’adozione del C.U. n. 96/A dell’aprile 2019 e l’inserimento del comma 5 bis, nel richiamato art. 49 delle NOIF, si è introdotta la possibilità di procedere mediante la riammissione delle migliori società retrocesse dallo stesso Campionato qualora si verifichino vacanze di organico ma prima della scadenza delle domande di iscrizione ad opera delle società aventi diritto a parteciparvi.

La lettura del dato normativo non restituisce, tuttavia, una regolamentazione chiara, prestando il fianco a differenti interpretazioni. Se, infatti, da un lato la procedura di riammissione parrebbe possibile solo ed esclusivamente a seguito della mancata presentazione della domanda di iscrizione al Campionato di serie C da parte di una società avente diritto, il doversi optare per il ripescaggio tutte quelle volte in cui le iscrizioni siano invece ritualmente pervenute, non pone al riparo dall’eventualità che vi possano essere iscrizioni palesemente incomplete e, pertanto, irricevibili, come tali capaci esclusivamente  di determinare l’applicazione della procedura di ripescaggio in luogo di quella di riammissione.

Il discrimen tra le due procedure appare, dunque, ancorato al tempo in cui si verifica la vacanza di organico, dovendosi procedere alla riammissione tutte quelle volte in cui non vengano formalizzate tutte le iscrizioni delle società aventi diritto, ed alla procedura di ripescaggio nei casi in cui si siano perfezionate tutte le iscrizioni ma una o più di esse non abbiano superato il vaglio dell’organismo di vigilanza.

Assistiamo, dunque, all’inversione tra regola ed eccezione, poiché mentre in Serie A e B si procederà sempre ad espletare il modello legale della procedura di riammissione – ossia a prescindere dal momento nel quale la vacanza si è verificata –, in Serie C e D la predetta procedura troverà corso solo ed esclusivamente nei casi eccezionali in cui manchino una o più iscrizioni, dovendosi altrimenti optare per il modello del ripescaggio, nonostante quest’ultima procedura non trovi una espressa collocazione nel reticolato normativo di riferimento.

Non vi è, infatti, una norma che preveda esplicitamente per il Campionato di Serie C la legittimazione all’accesso alla procedura di ripescaggio in caso di vacanza di organico avvenuta a seguito della bocciatura di una o più iscrizioni ad opera dell’organismo di vigilanza. La scelta di operare mediante il ripescaggio viene sostanzialmente ricavata implicitamente dall’esclusione prevista dal richiamato comma 5, art. 49, delle NOIF e lasciata alla discrezionalità degli organi competenti che, annualmente, mediante l’adozione di una apposita delibera, ne indicano forme e modalità di esperimento.

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Ultima figura da annoverare fra le procedure funzionali all’integrazione dell’organico è quella espressamente prevista dalla lettera c) – Lega Nazionale Dilettanti, dell’art. 49, delle NOIF, laddove si legge come «le squadre classificate al 1° posto di ogni singolo girone avranno diritto di richiedere l’ammissione al Campionato di Divisione Unica – Lega Pro, purché siano in possesso dei requisiti d’iscrizione al predetto campionato fissati dal Consiglio Federale. Qualora le società sopramenzionate rinuncino a partecipare al Campionato di Divisione Unica – Lega Pro o non siano in possesso dei prescritti requisiti, la Lega Nazionale Dilettanti segnalerà in sostituzione, per ciascun girone, altre società del Campionato Nazionale Serie D seguendo la graduatoria predisposta secondo apposito Regolamento della L.N.D. – Dipartimento Interregionale, che abbia ottenuto l’approvazione da parte del Consiglio Federale».

La predetta procedura necessita di giusta qualificazione, dovendosi ritenere che la stessa consenta l’ammissione in sostituzione anche di quelle società che potrebbero avere preclusioni all’accesso alle altre procedure, poiché vengono di fatto equiparate alle società vincenti del Campionato di riferimento (rinunciatarie).

Alla luce dell’estrema complessità dei meccanismi di integrazione, appare auspicabile che gli organi di competenza provvedano quanto prima ad una modifica delle norme riservate alla disciplina delle vacanze di organico, cercando di preservare il sistema da difformità interpretative foriere di contenziosi, che altrimenti non avrebbero manovra alcuna in presenza di una regolamentazione chiara ed univoca.