Serie A ristori stadi Governo
Il presidente FIGC Gabriele Gravina (copyright: Fabio Frustaci, LaPresse/via Onefootball)

Salvare la Serie A è un “dovere istituzionale”: è questo il parere dei club del massimo campionato, che premono affinché il Governo intervenga con la massima urgenza a favore di un settore così importante per l’economia italiana, il calcio. A riportarlo è la Gazzetta dello Sport, che sottolinea anche il primo passo importante compiuto in questa direzione: aver messo nero su bianco l’appello delle società al Premier Draghi.

L’appello dei club di Serie A riguarda anche le altre categorie, tra professionisti e dilettanti, e gli altri sport. Il piano delle società si traduce in due punti: il primo è la riapertura degli stadi, il secondo è la definizione di misure economiche che aiutino concretamente i bilanci delle squadre.

Il primo punto può verificarsi garantendo comunque la sicurezza sanitaria con strumenti come il green pass. Così hanno già annunciato di fare in Spagna, Francia e Inghilterra: stadi riaperti da subito con possibilità di tutto esaurito. Per il secondo, la proposta è la sospensione dei versamenti relativi al biennio 2021-2022 con una nuova definizione delle scadenze e una distribuzione di rate da saldare nei prossimi cinque anni.

Tutti punti sono stati definiti nel documento che Dal Pino e Gravina, vertici di Lega e Federazione, hanno fatto pervenire al governo. Al documento in questione seguirà un’altra comunicazione, che il presidente della Lega di A aveva già inoltrato a Draghi. La Serie A resta ora in attesa di un riscontro.

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