Bergomi addio Caressa
Giuseppe Bergomi (Foto: Imago Images, via Onefootball)

Come il Mondiale del 2006, anche l’Europeo del 2020 si è chiuso con il trionfo dell’Italia. Tra i fili conduttori che hanno legato i due successi c’è anche la coppia di telecronisti Fabio Caressa-Giuseppe Bergomi, che ha accompagnato i tifosi con le telecronache delle gare degli Azzurri su Sky.

I due, ormai saldamente in coppia da più di 20 anni, potrebbero però presto prendere strade diverse. A fare spazio a questa possibilità è stato lo stesso Bergomi, in un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Sportiva nella giornata di ieri.

«Separarmi da Caressa? Ce lo siamo chiesti anche noi, avete visto che ci sono in ballo tanti cambiamenti. Ci siamo lasciati senza dirci nulla. Vedremo se Sky prenderà i diritti dei Mondiali 2022 (diritti acquisiti dalla Rai ndr) e poi decideremo», le poche parole dell’ex difensore dell’Inter.

Il riferimento dello “Zio” è rivolto chiaramente alle novità del calcio in tv, che dalla prossima stagione vedrà Dazn come player principale della Serie A, mentre Sky manterrà tre partite a giornata e trasmetterà le gare delle competizioni europee.

Sempre sul tema telecronaca, Bergomi è intervenuto anche alla trasmissione “Tutti Convocati”, in onda su Radio 24: «Commentare la Nazionale, veder vincere questi ragazzi dopo un grande percorso è stata una fortuna».

Poi, sulle possibilità degli Azzurri: «Prima giornata viste tutte le squadre ho detto siamo l’unica nazionale che gioca di squadra, le altre sono rappresentative. Contro di noi tutte le squadre hanno dovuto snaturarsi, vedi la Spagna che ha giocato senza centravanti».

«Una delle Nazionali più belle della storia? Se vince è per forza bella, ci siamo tolti l’etichetta dell’Italia che propone poco e difende bene, soprattutto nella prima parte del torneo è stata bella e scintillante, una delle più belle che io abbia mai visto», ha sottolineato ancora Bergmi.

Poi, un pensiero sui Mondiali 2022: «Se siamo favoriti? Sì, Mancini vuole essere favorito al Mondiale, ma non facciamoci ingannare dai sudamericani, quando giocano tra loro è diverso da quando giocano con gli europei».

In chiusura, un commento sulla medaglia tolta dai giocatori inglesi: «Secondo me i ragazzi non hanno capito, l’allenatore aveva inquadrato bene la partita, tenersi la medaglia faceva parte di un percorso. Un gesto brutto, lo hanno fatto in tanti, come è brutto fischiare l’inno, lo abbiam fatto anche noi in passato».

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