Cristante stipendio Roma
Bryan Cristante (Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

Mentre la nazionale italiana sta monopolizzando l’attenzione di media e tifosi (giustamente, visti i risultati a Euro 2020), è iniziata ufficialmente la stagione 2021/22 per molti dei club di Serie A. Una annata che ci si aspetta possa essere quella di un quasi totale ritorno alla normalità, dopo la pandemia.

Le difficoltà, tuttavia, sono ancora presenti, anche a livello commerciale. Al via dei ritiri, infatti, sono sei le società attualmente senza contratti per quanto riguarda lo sponsor di maglia: Inter, Roma, Lazio, Spezia e Venezia. E se per le realtà medio-piccole può anche non essere una novità (spesso gli accordi vengono firmati anche a stagione in corso), il segnale allarmante per il sistema, ancor più che per i singoli casi, è quello che riguarda le big.

L’Inter, che si presenta al via della stagione da campione d’Italia in carica, attualmente è infatti in trattativa per cercare l’erede di Pirelli sulla maglia: era stato confermato già lo scorso gennaio che il contratto con l’azienda della Bicocca non sarebbe stato rinnovato per quanto riguarda il main sponsor. Eppure, attualmente, il club nerazzurro è ancora in trattativa: discorsi avanzati con la piattaforma di criptovalute Socios.com a cifre leggermente inferiori rispetto a quanto l’Inter si aspettava, anche se l’accordo non è ancora definito e potrebbero volerci ancora alcune settimane, con i nerazzurri che potrebbero scendere in campo per la prima amichevole stagionale (il 17 luglio contro il Lugano) senza sponsor sulla maglia.

Situazione simile a quella della Roma, che non è ancora riuscita a sfruttare l’effetto Mourinho a livello commerciale. I giallorossi hanno rinnovato il contratto con Hyundai per il retrosponsor ma, secondo quanto appreso, a 1 milione in meno rispetto al contratto in scadenza (passando quindi da circa 3 circa 2 milioni annui). Soprattutto, però, non è stato rinnovato l’accordo con Qatar Airways che, per comparire sul petto della divisa giallorossa, versava 11 milioni a stagione in un accordo lasciato scadere al termine naturale fissato lo scorso 30 giugno.

Una bassa attrattiva commerciale per i club italiani che post pandemia sta avendo i suoi effetti più evidenti, ma che era già evidente negli ultimi anni. Basti pensare al rinnovo tra Milan ed Emirates al ribasso (per garantire al club rossonero di inserire nuovi sponsor sulla divisa) o alla necessità del Napoli di inserire almeno 2/3 loghi sulla divisa, per avvicinare la doppia cifra nei ricavi da sponsor, oltre al fatto di volersi autoprodurre le maglie dalla prossima stagione anche considerando che i ricavi da sponsor tecnico non oltrepassavano comunque i 10 milioni. Diverso il caso della Juventus, che ha rinnovato al rialzo con Jeep, brand di Stellantis, gruppo nato dalla fusione tra Fca e Peugeot e di cui Exor, che controlla anche il club bianconero, è il primo azionista.

Senza dimenticare, poi, il tema dello sponsor di manica: uno spazio che da quest’anno è sfruttabile a livello commerciale anche in Champions League, ma che, al momento, nessuno dei quattro club che disputeranno l’ex Coppa Campioni nella prossima stagione (cioè Inter, Milan, Juventus e Atalanta) è riuscito a far fruttare.

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