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Aurelio De Laurentiis (Foto Andrea Staccioli, via Onefootball)

Il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è intervenuto durante una conferenza stampa organizzata dal club partenopeo. Tra i temi toccati, inevitabilmente, anche quello della Superlega e della necessità di riformare le competizioni europee.

A proposito di Superlega, De Laurentiis ha detto che «Florentino Perez non mi ha mai contattato. Io non sono mai stato a favore della Superlega perché ne faccio una questione economica, ma non è che tu facendo un super torneo a 12 squadre dove inviti gli altri hai risolto i problemi dell’economia del calcio», ha esordito.

«Tu i problemi li risolvi se prendi coscienza che la Champions League e l’Europa League non servono economicamente a nessuno. Florentino ha avuto il merito non di inventare la Superlega, che è una cretinata, ma ha avuto il merito di dire: perché voglio la Superlega? Perché Champions ed Europa League non servono ai bilanci, non possiamo andare avanti con questi fatturati per fare assist a chi crede di governare il calcio quando dovrebbe svolgere un’operazione di segretariato. Invece vogliono comandare», ha aggiunto.

Il patron dei partenopei ha le idee chiare su quello che dovrebbe essere il torneo europeo per club del futuro: «Sono anni che dico che dobbiamo creare un campionato europeo più equilibrato dove non si va per estrazione da Montecarlo, ma bisogna creare equilibrio. I cinque paesi più importanti sono quelli che fatturano di più, che possono permettersi giocatori più costosi: Inghilterra, Italia, Spagna, Germania e Francia».

«Queste cinque nazioni – ha sottolineato – meriterebbero un campionato europeo a sè stante, il martedì e il mercoledì. Chi accede a questo campionato europeo? Devi dare una possibilità democratica a tutti. Se sono una tra Fiorentina, Verona e Udinese e arrivo nei primi sei ho diritto a partecipare al campionato europeo».

Poi, più specificatamente sulla struttura: «Sono meno le partite, perché bisogna eliminare quelle tra le squadre che appartengono alla stessa nazione per evitare un duplicato del campionato. In questo modo tra stadi e piattaforme (per i diritti tv, ndr) porti a casa 10 miliardi, non i 3 miliardi di Perez».

E sulle altre 25 Federazioni europee, ha aggiunto: «Ci sarebbe una seconda competizione. Chi arriva primo nella competizione a 25 e chi arriva primo in quella a 5 fanno una finalissima, che sarà vista da due o tre miliardi di persone nel mondo».

«E’ questo – ha concluso parlando ancora dei tornei attuali – che secondo me la UEFA non ha saputo valutare. Sono passato da essere in Champions con Mazzarri con 32 milioni di stipendi a essere in Europa League con 156 milioni di stipendi, e con il montepremi della Champions in discesa».

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