Sinovac Copa America
(Foto: Imago Images, via Onefootball)

Seppur all’insegna delle difficoltà, la Copa America ha preso il via con il Brasile padrone di casa che ha avuto la meglio sul Venezuela nella gara inaugurale. Tuttavia, ad allarmare sono le notizie riguardanti l’emergenza Coronavirus.

In un Paese largamente colpito dal Covid, sono già tre le nazionali alle prese con i contagi. A cominciare proprio dal Venezuela, con la Federcalcio di Caracas che ha parlato di 11 casi mentre la Conmebol ha denunciato 13 contagiati, specificando che «tutti sono asintomatici e isolati».

Non solo. Anche la Bolivia si ritrova a fare i conti con quattro positivi all’interno del proprio gruppo squadra (tre atleti e un membro dello staff tecnico), e così la Colombia, che ha rivelato domenica che due membri della delegazione erano risultati positivi al Covid: si tratta di un vice allenatore e di un fisioterapista, secondo quanto annunciato in un comunicato dalla Federazione colombiana.

Ma a rendere ancora più paradossale la situazione c’è anche l’accordo stretto fra Conmebol e la multinazionale farmaceutica Sinovac, sponsor della 47esima Copa America, che ha donato 50mila dosi di vaccino in modo tale da dare la possibilità di immunizzare il torneo.

La verità – sottolinea La Repubblica – è che soltanto alcune nazionali nelle scorse settimane hanno effettivamente somministrato le dosi consegnate. Per esempio, Cile ed Ecuador hanno concluso l’operazione a inizio maggio, la Colombia ha completato il giro di vaccinazioni proprio qualche giorno prima del calcio di inizio, mentre in Uruguay e Venezuela i calciatori sono stati vaccinati dai rispettivi club.

«Il vaccino Sinovac necessita di due dosi a un mese di distanza l’una dall’altra, previene il Covid-19 nel 51% e nel 100% evita al contagiato la terapia intensiva», fanno sapere dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ci sono poi le situazioni di Argentina e Brasile che hanno rinunciato a sottoporsi al vaccino Sinovac per giocare la Coppa America 2021, nonostante teoricamente la Conmebol richieda di esibire un documento attestante la vaccinazione prima di ogni partita.

Nel caso dell’Albiceleste, il motivo è molto semplice: il siero Sinovac non viene riconosciuto dal Ministero della Salute, dunque è vietato in quel Paese. Il Brasile, invece, ha detto no perché qualora le dosi fossero arrivate all’aeroporto, sarebbero state sequestrate dal Governo per redistribuirle alle classi più bisognose e a rischio, togliendole di fatto alla nazionale. Sinovac ha così sospeso la spedizione.

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