L'ad della Serie A, Luigi de Siervo (copyright: Giuseppe Fama/via Onefootball)

“Il nostro calcio ha perso oltre un miliardo di euro, soldi persi dai nostri tanto vituperati presidenti, che hanno cercato di garantire la prosecuzione del campionato nonostante il danno clamoroso per la chiusura degli stadi. Il governo precedente non ha aiutato il calcio, i calciatori hanno fatto troppo poco e a loro si chiede un gesto di maturità e attenzione”. Lo ha detto l’ad della Lega Serie A, Luigi De Siervo, a ‘La Politica nel Pallone’, su Gr Parlamento.

“Questo grande circo ruota attorno ai giocatori ma devono capire che debbono proporzionalmente farsi carico del danno generale – ha proseguito De Siervo – . Restano dei primattori ma pur sempre persone privilegiate. Tutte le società di A hanno chiesto un atto di responsabilità, la gran parte dei soldi spesi dai nostri presidenti è per pagare i calciatori. Nelle prossime settimane e mesi vedremo al centro di una riflessione più tecnica il rapporto economico tra club e calciatori che con una perdita di un miliardo non possono voltarsi dall’altra parte”.

“Spezzatino? Stiamo ragionando per valutare se sia o meno il caso di passare da otto a dieci slot televisivi. È un passaggio già fatto dai colleghi spagnoli con la Liga anni fa – ha spiegato De Siervo – Il nostro concorrente, prima ancora di un altro sport, è ad esempio Netflix. Il tentativo della Lega è di coprire gli stessi slot con delle partite in successione, per consentire a chiunque, ai tifosi veri, di seguire i vari tagli editoriali che la nostra media company può offrire”.

“Non si cerca, come raccontato, un aspetto economico esasperato, si è voluto aiutare in primis le squadre che gareggiano in Champions League, per cui chi giocherà martedì o mercoledì, giocherà al sabato, cosicchè tutte le nostre quattro squadre avranno la chance di andare avanti. Ma è anche un modo per dare piena dignità alle squadre, meno blasonate, che non devono dividere l’audience con squadra più importanti. Tutto ciò aiuta a raggiungere l’obiettivo vero: conquistare il tempo libero delle persone. Quando sarà approvato il campionato spezzatino? Nulla è scontato, si deciderà in Assemblea, forse nei prossimi dieci giorni”.

“Superlega? Quello che è avvenuto era prevedibile, l’importante è che ora, con le cose leggermente appianate, l’emotività esca dal tavolo e si faccia una profonda riflessione sui malesseri che hanno portato a questa contrapposizione deleteria per il nostro calcio”,  ha proseguito parlando della Superlega.

“Dobbiamo restare in un sistema unico con i campionati nazionali al centro senza i quali non ci sarebbe meritocrazia per l’accesso alle coppe e che continuino a durare almeno nove-dieci mesi: se riduciamo il numero delle partite nazionali facendo crescere quelle internazionali, si crea squilibrio ed il campionato non è più il prodotto principe attorno al quale si costruisce il palinsesto televisivo. Minori risorse alla Serie A significa anche una Nazionale più debole”, ha concluso De Siervo.

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