Massimo Moratti docu serie DAZN
Massimo Moratti (copyright: Giuseppe Celeste/via Onefootball)

«Azionariato popolare? Che i tifosi interisti ci siano, sì. Che siano ricchi, sì. La terza cosa, metterli nell’Inter, credo sia difficile. Iniziative del genere ci sono all’estero, ma hanno una nascita diversa. Le cifre di cui l’Inter ha bisogno non credo siano facili da raggiungere con questa organizzazione». Lo ha detto l’ex patron dell’Inter Massimo Moratti, al dibattito “Come sta il calcio italiano?”, organizzato da ‘Il Fatto quotidiano’.

«Inter di Zhang? La preoccupazione c’è per forza. Questi signori sono arrivati con la voglia di spendere tantissimo e di fare una squadra fortissima, deve essere successo qualcosa di grave in Cina. Li hanno obbligati a mollare le attività, il ragazzo vuole mantenere ma bisogna capire per quanto tempo».

«Addio Conte? E’ stata una mancanza di sfida, ma anche di attaccamento. Lui è un professionista serissimo ed ha fatto benissimo, ma alla base della sua scelta c’è stata mancanza di attaccamento». 

«Superlega? Se non riescono ad inventarsi un nuovo torneo, credo che l’unica strada sia quella di limitare i compensi. Imprenditori italiani possono essere competitivi? Credo sia molto difficile, perché il calcio è una cosa che ti trascina, per cui bisogna stare molto attenti. Io non me ne sono mai reso conto, nonostante ne abbia fatte tante di cazzate (ride, ndr). Il senso del dovere ti porta ad andare avanti anche nei momenti difficili, ma restavamo su certi equilibri. Ora la situazione è cambiata».

«Se la Superlega è una via d’uscita, lo è per poche squadre. Se ne parla da tanti anni, non capisco perché sia partita così male e si sia risolta in così poco tempo. Se anche volessero ripresentarla, sarebbe molto difficile».

«Nuovo stadio? C’è stato un momento in cui abbiamo pensato di comprare San Siro e farlo diventare più moderno. La cosa più bella è comunque vedere la partita e in questo lo stadio San Siro è il migliore di tutti. Fare uno stadio vuol dire indebitarsi molto e oggi, con i debiti che ci sono in giro, non è facile, vedete il Tottenham. Per questo si cerca una speculazione».

«Berlusconi? Con me si è sempre comportato bene e io ho cercato di fare lo stesso con lui. Non c’è stata però una frequentazione. Milly ambientalista e io petroliere? Mi dà dei consigli sulla transizione energetica e mi dà un aiuto sempre, conosce persone importantissime. Ci siamo incontrati al mare, in una sala da ballo. Siamo stati fidanzati cinque anni prima di sposarci. La Saras tra 10 anni? C’è un mondo da costruire e di questo si ha paura, ma bisogna avere lo stesso coraggio avuto dopo le guerre. La crisi economica può portare ad essere conservatori, ma in ambito energetico in questo caso ci si è buttati totalmente sul nuovo. Ci saranno grandi trasformazioni».

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