Tommaso Giulini, presidente del Cagliari (Foto Filippo Rubin/Insidefoto)

Tommaso Giulini lancia l’allarma sulla situazione economica della Serie A. In un’intervista a Repubblica, il presidente del Cagliari Calcio ha toccato argomenti tra riaperture, spese per agenti e situazione stadi, concentrando però l’attenzione sui problemi del sistema calcio italiano.

“Il sistema è al collasso, non siamo stati considerati nei ristori e non abbiamo garanzie su quando riapriranno gli stadi” ha dichiarato Giulini, che parla addirittura di manifestazioni di protesta clamorose:

“Dovremo avere il coraggio di non scendere in campo alla prima di campionato. Non è possibile che non ci sia permesso di fare calcio. Si rischia di far scappare imprenditori seri che ci mettono denaro, passione, non vedono un briciolo di sostegno dal governo e non hanno garanzie che da agosto si riaprano gli stadi. Non abbiamo ricevuto aiuti a fronte di perdite enormi. Abbiamo 300 mila addetti, 30 milioni di tifosi, la Serie A garantisce un gettito fiscale da un miliardo. I mancati introiti del ticketing sono più del 50% delle perdite dell’ultima stagione”.

Sulla questione della riapertura degli stadi, Giulini ha concluso: “La preoccupazione principale di Gravina dovrebbe essere far riaprire gli stadi di Serie A, più che quello che farà la Nazionale agli Europei. I club sono super indebitati e noi sosteniamo anche le categorie inferiori”.

Il presidente rossoblù ha parlato anche delle spese dei club per gli agenti: “Montagne di soldi che escono dal sistema: 15, 20 milioni all’anno ai procuratori, quantità ingiustificate rispetto al servizio che offrono. Ma servirebbe una riforma europea, per non rischiare di favorire chi quei compensi li paga. Il Cagliari, se capitano situazioni ricattatorie, mette gli agenti in blacklist”.

Giulini definisce poi la Superlega come un “progetto maldestro che avrebbe ucciso molti club piccoli e medi”, invitando le società a fidarsi maggiormente dei manager scelti in Lega Calcio. Infine, qualche parola anche sul tema stadi:

“Altro tema essenziale di cui deve occuparsi il governo. Va bene la nuova legge Draghi sulle infrastrutture, ma non è ancora sufficiente: in Italia per fare uno stadio devi passare per decine di commissioni, bisogna semplificare. A noi la burocrazia è già costata 3 milioni, quasi 4. E se cambiassimo iter li butteremmo via. Servirebbero contributi a fondo perduto per gli stadi. Come credo sia stato fatto a Bologna e Firenze”.

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