Superlega Pioli
(Foto Spada/LaPresse, via Onefootball)

Lunga intervista di Stefano Pioli La Repubblica. Il tecnico del Milan ha raccontato la stagione rossonera, culminata con il ritorno in Champions League a distanza di sette anni (l’ultima volta nella stagione 2013/14). 

Ora è tempo di pensare al futuro, e per il rinnovo oltre il 2022 ci sarà spazio più avanti: «Non è la priorità. Con Maldini e Massara si parlerà soprattutto di come migliorare la squadra».  

Un Milan che dovrà sudare nella massima competizione europea per club, considerando il ranking: «Un po’ strano che i vicecampioni d’Italia siano messi in quarta fascia. Ma vogliamo crescere: affrontare le più forti aiuta, dovrà essere l’anno della nostra conferma».  

Inevitabile un pensiero su Donnarumma, che nel 2021/22 indosserà un’altra maglia: «Professionista esemplare, concentrato sul campo. Poi una trattativa può funzionare oppure no. Ci siamo sentiti e ringraziati a vicenda, è un rapporto sincero. Gli ho fatto gli auguri per l’Europeo».  

Poi, sul mercato: «Qualunque sarà il budget, il nome Milan continua a essere un richiamo. L’importante è avere costruito una base di 10-12 giocatori da squadra di vertice, come Hernandez, Tomori, Kjaer, Kessié, Calabria, Çala, Ibra. Ora dobbiamo migliorare il gruppo: la conferma è la cosa più difficile».  

E a proposito di nuovi innesti, servirà un’alternativa a Ibrahimovic: «Mi dispiace per gli infortuni di Mandzukic, scelto per alternarsi con lui senza che calasse il livello. Zlatan non potrà giocarle tutte. Sa quando forzare: il rapporto è sincero. La Champions è meno pesante dell’Europa League il giovedì. Ma ci vuole il quarto attaccante».  

Pioli riflette anche sul podio della Serie A, tutto lombardo: «Milano è al centro di tutto, traina l’economia: è giusto che sia tornata in cima. La nostra proprietà ci sostiene e ci tutela. L’Atalanta è una società fortissima e asseconda Gasperini, grandissimo allenatore».  

Atalanta che però sarebbe stata esclusa dalla Superlega. «La meritocrazia è alla base dello sport, però UEFA e FIFA devono chiedersi perché club così importanti hanno pensato alla scissione. Significa che il sistema ha fallito».  

E sul rischio Champions per Real Madrid, Barcellona e Juventus Pioli aggiunge: «A me sembra inevitabile un tavolo tra le componenti del calcio europeo, per sviluppare il prodotto: servono confronti e cambiamenti».  

In chiusura, un commento sui tanti rigori a favore del Milan: «Non mi toccano: ne avremmo meritati di più. Il Var torni alle origini: intervento in caso di errore evidente dell’arbitro. E poi basta fidarsi del fermo immagine: sullo slancio, un contatto in foto lo vedi sempre, ma il calcio non è mica statico. Mi permetto anche un consiglio al designatore Rizzoli, che stimo: coppie fisse arbitro-Var, che si alternino nei due ruoli per affinare uno stesso modo di arbitrare. Oggi cambiano di continuo: spesso si nota scarsa simbiosi».  

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