Superlega contratto club
Andrea Agnelli (copyright: Nick Zonna/via Onefootball)

Nonostante il progetto sia stato – almeno momentaneamente – messo da parte, il tema Superlega continua a tenere banco nel mondo del pallone. Tra le azioni della UEFA, l’opposizione di Juventus, Barcellona e Real Madrid e la “partecipazione” dell’Unione europea, non si smette di discutere del torneo “separatista” pronto a rivoluzionare il calcio come lo conosciamo. 

Il sito spagnolo El Confidencial ha pubblicato oggi il contratto firmato dai 12 club fondatori del nuovo torneo (tra i quali anche Milan, Inter e Juventus), dal quale emergono alcune indicazioni interessanti sulla competizione, dalla struttura legale della Superlega all’attenzione nei confronti dei tifosi. 

Innanzitutto, giova ricordare – leggendo il contratto – come la nascita della Superlega fosse subordinata: 

  • Al riconoscimento del torneo da parte di FIFA e/o UEFA, o in alternativa 
  • All’ottenimento di protezione legale adeguata da parte dei tribunali europei competenti, che consenta la partecipazione dei club fondatori della Superlega anche ai rispettivi campionati e coppe nazionali. 

Per quanto riguarda la struttura legale, la creazione della Superlega si basa sulla nascita di SLCo, una società a responsabilità limitata registrata in Spagna e unica proprietaria a tutti gli effetti del nuovo torneo. SLCo avrebbe poi gestito la competizione attraverso almeno tre filiali: 

  • SL SportsCo: società a responsabilità limitata con sedi a Madrid e Barcellona, che si sarebbe occupata di supervisionare e gestire le operazioni quotidiane della Superlega da un punto di vista sportivo, disciplinare e di sostenibilità finanziaria; 
  • SL MediaCo 1: società domiciliata in Lussemburgo inizialmente deputata alla gestione quotidiana della Superlega con riferimento esclusivo alla commercializzazione e vendita a livello mondiale del diritto a distribuire la competizione su qualsiasi media, con l’obiettivo di generare ricavi da diritti tv; 
  • SL CommercialCo: una società a responsabilità limitata domiciliata in Lussemburgo incaricata della gestione quotidiana delle operazioni della Superlega con riferimento alle attività commerciali esclusa la gestione dei diritti televisivi. 

Interessante anche la parte legata alla distribuzione dei ricavi per quanto riguarda la solidarietà, già emersa nei giorni caldi dell’annuncio del torneo. La Superlega si impegnava a distribuire l’8% dei proventi da diritti tv come quota minima, con una cifra base annuale di 400 milioni di euro. 

Per quanto concerne invece il calendario della competizione, è specificato nel contratto come la stagione regolare della Superlega e le partite a eliminazione diretta siano da disputarsi nei giorni di martedì mercoledì (come già avviene per la UEFA Champions League), mentre la finale sarebbe stata organizzata il sabato. 

In ultimo, è curioso notare come i club – accusati a più riprese di essersi allontanati dai tifosi con questo progetto – avessero previsto nel contratto una “Carta de aficionados” (Carta dei tifosi) al fine di proporre la migliore esperienza per il giorno della partita. 

A tal proposito, le politiche della suddetta “Carta de aficionados” avrebbero incluso: 

  • Una sovvenzione per i viaggi internazionali per i tifosi ospiti; 
  • La creazione di “ambasciate dei tifosi”; 
  • Servizio di trasporto nelle città partecipanti per i tifosi ospiti; 
  • Livello minimo di servizi negli stadi; 
  • Con riferimento alla finale della Superlega, un minimo del 70% di posti è riservato ai tifosi delle squadre partecipanti. La finale si giocherà in uno stadio con capacità minima da 60 mila posti e il 50% dei biglietti riservati ai club avranno un prezzo massimo stabilito. 

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