“A che punto è il progetto San Siro? Da quello che leggo mi sembra che i problemi dei nostri cugini siano un po’ dietro alle loro spalle. Io sono convinto che noi, l’Inter e la città di Milano abbiamo tutti bisogno di un nuovo stadio. Non possiamo tornare al vertice d’Europa con questo San Siro”. Lo ha detto il presidente del Milan Paolo Scaroni, intervistato durante “Lo sport che verrà”, evento organizzato dal Foglio Sportivo.

“Credo che sindaco e amministrazione comunale condividano il nostro progetto quindi bisogna dare assolutamente accelerata al progetto. A me resta la grande speranza che l’inaugurazione dei Giochi 2026 possa essere fatta nel nuovo stadio. Rielezione Sala? Non ho l’impressione che il tema stadio sia un tema di campagna elettorale. Mi sembra che, per quanto riguarda la giunta e il sindaco stesso, lo abbiano portato avanti per un anno: se il sindaco era contrario poteva dirlo prima. Per quanto riguarda l’opposizione, non vedo nessuno contrario al progetto. Tutti si rendono conto che lo stadio Meazza a cui siamo affezionati è un impianto obsoleto per la nostra epoca. Tutti noi milanesi vorremmo un progetto, pagato da stranieri, per rilanciare la nostra città”, ha proseguito.

“Superlega? Credo che quel progetto sia morto e sepolto. Quello che non è morto e sepolto è il fatto che i grani club perdono soldi a manetta e non può continuare. Sarà per il Covid, sarà perché ci sono stati eccessi, sarà che sono cambiati i comportamenti dei consumatori. Avere i grandi club in perdita resta un problema che dobbiamo affrontare tutti insieme, guardando ai ricavi, per offrire al pubblico spettacoli più attrattivi e dobbiamo intervenire anche sui costi, perché da questo deriva la sopravvivenza del calcio. Il progetto Superlega è morto, ma le ragioni per cui era stato pensato sono ancora lì”.

“Taglio ingaggi? Altro tema su cui riflettere. Naturalmente le riflessioni devono essere fatte a livello europeo, non italiano. Fatte insieme all’Uefa e coinvolgendo un po’ tutti. Sono temi già trattati in altri paesi e che potrebbero diventare elemento di discussione anche in Italia”.

“Salary cap? In qualche modo il FPF è stato costruito per le stesse ragioni e con gli stessi meccanismi. Un FPF ben controllato e verificato potrebbe essere altro modo per affrontare stesso tema. Il dibattito è appena iniziato, sarebbe prematuro tirare conclusioni. Il FPF ha dato dei benefici, i primi club in Europa hanno ridotto le loro perdite grazie a FPF, anche quella può essere strada a tornare ad economicità dei grandi club in Europa”, le parole di Scaroni.

 

“Dazn in Serie A e il rischio dello streaming? È stato un tema portato all’attenzione organismi della Lega, che hanno poi scelto di creare un bando per portare in gara gli OTT.  Ho avuto, personalmente, un lungo colloquio con l’amministratore delegato di Tim che mi ha rassicurato su questo tema. Sul fatto che OTT sia futuro credo sia evidente. Sul fatto che funzioni in modo efficente nel trasmettere il campionato ci sentiamo rassicurati da quanto garantito da tecnici come amministratore delegato di Tim”. 

“Scontri in Lega? Ho partecipato a centinaia di consigli, assemblee e riunioni di vario tipo nella mia carriera. Le assemblee di Lega hanno all’interno club diversi, con bilanci, obiettivi, esigenze diverse. Nelle assemblea della Lega tutte queste esigenze diverse devono trovare composizione nell’interesse comune. È un processo non facile, tutti leggono che le assemblee sono movimentate ma il dibattito è necessario a trovare un compromesso. Quello che qualcuno chiama litigio io trovo ricerca di compromesso”, ha concluso Scaroni.

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