Serie A classifica monte ingaggi
Juan Cuadrado of Juventus FC in action against Simone Bastoni of AC Spezia during Spezia Calcio vs Juventus FC, Italian soccer Serie A match in cesena, Italy, November 01 2020 PUBLICATIONxINxGERxSUIxAUTxONLY Copyright: xLM/MatteoxPapinix/xIPAx/xLivexMediax 0

Lo Spezia Campione d’Italia, Juventus e Roma retrocesse, e Sassuolo e Verona a dare battaglia nell’Europa che conta. Sono questi i risultati emersi da un’elaborazione realizzata da Calcio e Finanza sul rapporto tra monte ingaggi e punti conquistati dalle varie squadre in Serie A (si veda tabella in pagina).

Concluso il campionato, il dato che emerge è significativo di come siano state investite le risorse per gli ingaggi dai club del massimo campionato italiano. Va sottolineato che si tratta solamente del costo stipendi sostenuto da ciascuna società e non del costo totale della rosa, che includerebbe anche le quote ammortamenti e altri oneri.

Per la realizzazione dell’analisi abbiamo utilizzato gli stipendi netti dei calciatori indicati a inizio stagione da La Gazzetta dello Sport, aggiustando il monte ingaggi lordo anche sulla base di arrivi e partenze per ogni società nel mercato di gennaio e considerando i calciatori che sulla carta andrebbero a beneficiare degli sgravi fiscali previsti dal Decreto Crescita.

Ad un primo sguardo appare evidente la spaccatura tra i club che occupano le prime sette posizioni della classifica e il resto delle squadre del campionato, fatta eccezione per l’Atalanta. Seppur con un monte ingaggi ridotto, i bergamaschi hanno conquistato il terzo posto in Serie A.

Allo stesso modo, dal grafico spicca la Juventus, che ha chiuso in quarta posizione nonostante il monte ingaggi più alto nel massimo campionato italiano. Stesso discorso per la Roma, i cui stipendi stridono con la posizione finale di classifica: settimo posto per i giallorossi.

Entrando nei dettagli della nostra graduatoria, lo Spezia conquista lo Scudetto degli investimenti più efficienti dato un monte ingaggi lordo di 17 milioni di euro circa e 39 punti conquistati per un costo per singolo punto di meno di mezzo milione di euro.

Dato che il risultato sportivo è di primo piano, in proporzione al risultato raggiunto l’Atalanta – terza nella speciale classifica – può essere considerata come la società che meglio ha investito in ingaggi: ogni punto è costato ai bergamaschi circa mezzo milione di euro.

In mezzo il Sassuolo, che porta a termine una stagione altrettanto ottima ma che vede sfumare il sogno europeo solamente per la differenza reti. Se i neroverdi però hanno investito poco meno di mezzo milione per ogni punto, lo stesso non si può dire per la Roma, che ha conquistato sì la qualificazione alla Conference League, ma che ha messo sul piatto quasi 1,8 milioni a punto (stessi punti del Sassuolo, con monte ingaggi più che triplo).

Venendo alle grandi tradizionali del nostro calcio, con stipendi lordi per 132 milioni di euro l’Inter ha conquistato il titolo di Campione d’Italia, a +12 dalla prima avversaria. I nerazzurri vantano un monte ingaggi elevato, ma non essendo il club che ha investito di più in calciatori, il risultato sportivo è andato oltre quelli che sono stati gli investimenti. Nella speciale graduatoria la formazione di Antonio Conte – capolista della Serie A – occupa il 17° posto.

In termini strettamente contabili, il Milan fa meglio dei cugini nerazzurri. I rossoneri con un monte ingaggi pari a 80 milioni di euro hanno concluso la stagione al secondo posto della classifica reale, ma nella classifica sul rapporto monte ingaggi/punti si sono posizionati 11esimi (ogni punto è costato 1,01 milioni).

Diverso il discorso sull’altra grande storica della Serie A: la Juventus. Sui bianconeri pesa inevitabilmente lo stipendio di Cristiano Ronaldo (31 milioni netti) e di altri big (fatta eccezione per CR7, altri sette calciatori guadagnano 6 o più milioni di euro netti) e malgrado la quarta posizione nella classifica reale, il club presieduto da Andrea Agnelli è fanalino di coda nella nostra graduatoria con un costo di 2,63 milioni per ciascun punto in Serie A.

Il Napoli è quinto in Serie A con ingaggi per oltre 103 milioni lordi, un dato che – sulla carta – avrebbe richiesto almeno la qualificazione alla prossima edizione della UEFA Champions League. Un sogno sfumato all’ultima giornata a causa del pareggio con l’Hellas Verona e che relega i partenopei di De Laurentiis al 16° posto nella nostra graduatoria.

Stesso discorso valido per la Roma, che ha chiuso settima in Serie A (quasi 110 milioni lordi in stipendi). Anche in termini di rapporto punti/monte ingaggi i giallorossi sono dietro e fanno peggio di tutti, eccezion fatta per la già citata Juventus.

Monte ingaggi netto Monte ingaggi lordo Punti classifica Costo di un punto in mln di euro
SPEZIA 10,33 17,05 39 0,44 milioni
SASSUOLO 17,25 30,12 62 0,49 milioni
ATALANTA 22,68 38,96 78 0,5 milioni
VERONA 12,69 23,56 45 0,52 milioni
SAMPDORIA 17,03 29,81 52 0,57 milioni
UDINESE 15,34 24,28 40 0,61 milioni
CROTONE 9,9 17,12 23 0,74 milioni
GENOA 19,59 33,96 42 0,81 milioni
BOLOGNA 19,78 34,19 41 0,83 milioni
BENEVENTO 16,74 28,87 33 0,87 milioni
MILAN 49,5 80,15 79 1,01 milioni
LAZIO 42,3 75,15 68 1,10 milioni
FIORENTINA 27,73 47,76 40 1,19 milioni
CAGLIARI 25,13 44,79 37 1,21 milioni
TORINO 26,37 47,65 37 1,29 milioni
NAPOLI 60,85 103,85 77 1,35 milioni
INTER 82,05 132,13 91 1,45 milioni
PARMA 20,02 34,87 20 1,74 milioni
ROMA 65,5 109,89 62 1,78 milioni
JUVENTUS 122 204,96 78 2,63 milioni

dati in milioni di euro

Niente Champions alla fine per la Lazio. Anche i biancocelesti sono particolarmente attenti al bilancio e seppur con un monte ingaggi inferiore ai top club, riescono a lottare per obiettivi ambiziosi. La nostra classifica li posiziona al 12° posto, con 1,1 milioni di euro.

E’ dal 13° al 15° posto che si trovano invece alcune delle principali delusioni del campionato nel rapporto tra stipendi e risultati sportivi. A cominciare dalla Fiorentina, che pur mettendo sul piatto quasi 48 milioni lordi non ha ottenuto le soddisfazioni desiderate (ogni punto in Serie A è costato 1,19 milioni).

Discorso simile per Torino e Cagliari, che investono rispettivamente 47 e 44 milioni in ingaggi lordi e che hanno dovuto lottare fino alla fine per non retrocedere. I granata hanno speso 1,29 milioni per ogni punto conquistato, mentre i sardi 1,21, risollevandosi grazie all’ottimo finale di stagione.

Chiusura dedicata al Parma, vero fanalino di coda del massimo campionato italiano, e che nel rapporto tra monte ingaggi e stipendi ha chiuso al terzultimo posto: con un monte ingaggi da quasi 35 milioni di euro, ognuno dei 20 punti in campionato è costato 1,74 milioni.

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